il caso
Consulenti in ritardo, l'Arti li premia con un nuovo contratto. Corte dei conti: «Irregolarità grave»
Fascicolo per danno erariale sull'agenzia per l'innovazione della Regione: spesi 78mila euro violando le norme
Nel fantastico mondo delle agenzie della Regione può accadere di tutto. Anche che due collaboratori esterni non riescano a portare a termine il loro compito nei tempi prestabiliti e che, invece di sostituirli, il contratto gli venga prorogato per altri 12 mesi con il diritto a percepire altri soldi. Fantascienza pura, eppure è quanto accaduto all’Arti, l’agenzia che si occupa di trasferimento tecnologico e innovazione guidata dalla professoressa universitaria barese Luisa Torsi.
A scoprirlo è stata la Sezione di controllo della Corte dei conti della Puglia, che ha chiesto lumi sulle proroghe dei contratti disposte il 15 dicembre, attraverso un decreto del direttore amministrativo, con l’avvocato bitontino Mario Sicolo (48mila euro lordi) e un esperto di Locorotondo, Vito Perrini (30mila euro). L’agenzia ha risposto esattamente questo: siccome i due collaboratori non avevano terminato i compiti assegnati (si tratta di assistenza tecnica nelle procedure con le quali l’agenzia spende i soldi pubblici ottenuti dal Fondo nazionale per le Politiche giovanili e dal «Patto per il Sud»), allora i contratti sono stati prorogati.
«Tale circostanza - scrivono i magistrati del controllo (presidente Barisano, relatore Tritto) appare assai grave in quanto l’Aarti avrebbe dovuto - a fronte di veri e propri inadempimenti contrattuali - non procedere al pagamento di quanto previsto nei primi contratti, mentre in realtà non solo lo ha fatto ma ha anche ed inspiegabilmente dato vita ad ulteriori contratti (con ulteriori compensi rispetto ai primi) con i medesimi soggetti, per lo svolgimento dello stesso incarico, condotta ictu oculi illegittima ed in violazione delle norme vigenti in materia.Qualora poi i detti incarichi fossero stati portati a termine e si fosse reso necessario procedere ad ulteriori (nuove) attività nel 2026, allora sarebbe stato necessario attivare una nuova procedura selettiva e non una proroga ai medesimi soggetti, non consentita dalla legge né logica dal punto di vista procedimentale».
La legge, in effetti, consente la proroga «in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico». Quindi non consente di «premiare» il collaboratore che non ha terminato i suoi compiti con altro denaro pubblico. L’Arti, peraltro, non ha nemmeno chiesto un parere sulla proroga al collegio dei revisori. Morale della favola: i magistrati del Controllo hanno inviato le carte alla Procura contabile per la contestazione del danno erariale. Uno dei primi atti tecnici della nuova giunta di Antonio Decaro è stata proprio di imporre alle agenzie regionali lo stop a qualunque nuovo contratto di consulenza, nella speranza che basti a evitare brutture come questa.