il caso

Arpal, la Regione blocca il rinnovo dell'appalto per i formatori: «Spesa ingiustificata»

massimiliano scagliarini

Il contratto scaduto il 6 febbraio dopo le direttive del capo di gabinetto Pellegrino. Il dg Budano: «Ci siamo adeguati alle direttive»

L’appalto con Epcpep-Ageform non sembrerebbe strettamente necessario al perseguimento dei compiti affidati all’Arpal, che ha ormai superato i 1.200 dipendenti e si appresta ad assumerne altri a seguito dei concorsi espletati di recente. La moral suasion della Regione ha portato l’Agenzia per il lavoro a non rinnovare il contratto per l’utilizzo dei formatori. Un contratto che negli anni è stato anche il grimaldello per imbarcare decine di persone vicine alla politica.

La stretta sulle spese voluta dal governatore Antonio Decaro è stata affidata al capo di gabinetto Davide Pellegrino che con la prime due direttive di a fine gennaio si è occupato proprio delle agenzie, di consulenze e di assunzioni. Una stretta che ha avuto effetti anche sull’Arpal, negli anni scorsi è stata in prima linea nell’imbarcare persone vicine al mondo della politica: parenti di consiglieri comunali e di esponenti del partito dell’ex direttore generale Massimo Cassano, cui fa ancora capo il presidente del cda dell’agenzia. Secondo l’ex governatore Michele Emiliano quegli elenchi di assunzioni erano «coincidenze». Decaro evidentemente non la pensa così.

Il contratto con Epcpep-Ageform è dunque scaduto il 6 febbraio. «È stata fatta una istruttoria e si è deciso di non procedere con la proroga», dice il direttore generale Gianluca Budano. Nella direttiva del 22 dicembre Pellegrino aveva chiesto alle agenzie di conoscere lo stato di tutti i contratti di somministrazione di personale attivi, ben sapendo che gli appalti di manodopera (spesso filtrati da agenzie interinali) a volte sono utilizzati per addomesticare le assunzioni. Arpal inizialmente aveva chiesto alla Regione di poter rinnovare l’appalto dei formatori per non compromettere attività finanziate con il Pnrr. Ma dal gabinetto della presidenza sono arrivate ulteriori indicazioni di senso contrario, incentrate sul richiamo alle responsabilità in capo ai dirigenti.

«Valuteremo la necessità di procedere con una nuova gara per l’affidamento del servizio - fa sapere Budano -, ma stiamo anche rivalutando i fabbisogni di personale in pieno accordo con la direttiva del capo di gabinetto Pellegrino». Oltre ai concorsi in itinere, l’Arpal ha un ampio serbatoio di idonei da cui potrebbe eventualmente attingere personale in caso di necessità, soluzione sicuramente più legittima - dal punto di vista della trasparenza - rispetto al rinnovo di un contratto con un ente terzo che a sua volta assume (ha assunto) anche gente evidentemente segnalata dalla politica.

Il personale Epcpep-Ageform era assegnato a compiti di assistenza nei centri per l’impiego attraverso contratti sempre prorogati nel tempo, da ultimo anche a cavallo delle elezioni regionali. A settembre dello scorso anno è stato pubblicato un concorso per 20 posti di addetto al contact center, pensato per dare attuazione a una delibera di giunta del 2023 con cui era prevista l’attivazione di un procedimento (così ha scritto il Consiglio di Stato) «volto a fornire una qualche soluzione al problema della stabilizzazione di tale personale, anche in termini negativi».

La platea dei cosiddetti formatori storici, che nel 2025 ammontava a circa 120 persone, si è notevolmente assottigliata e ammonta ora a circa 50 unità di personale. Dopo la scadenza del contratto con Arpal, gli enti affidatari hanno avviato le procedure di licenziamento collettivo che dovranno essere trattate al tavolo Sepac per identificare eventuali strumenti di supporto al reddito.

Il problema però è alla radice. Per le stesse funzioni generiche affidate con l’appalto dei formatori è stato fatto un concorso nel 2021, dunque dal punto di vista giuridico era ed è difficile giustificare il ricorso all’esternalizzazione (circa 4 milioni di euro l’anno). In questo senso si leggono le perplessità avanzate dal capo di gabinetto Pellegrino rispetto all’ipotesi di una ulteriore proroga. Oltre a non procedere al rinnovo dell’appalto, il 6 febbraio l’Arpal ha annunciato di aver congelato tutta una serie di contratti esterni e di aver revocato la procedura per affidare attività di due-diligence. Ma la gestione dell’agenzia per il Lavoro è oggetto in questi giorni di approfondite valutazioni da parte della Regione su tutta una serie di aspetti, valutazioni che potrebbero portare anche a decisioni drastiche nei confronti dei vertici.

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