il quadro
Sempre più minori fragili in carico ai Servizi sociali: quasi 16mila in Puglia, il primato a Bari
L'analisi dei dati raccolti nel Quaderno della Ricerca Sociale del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali. In Basilicata sono 3mila
La questione dei bambini e degli adolescenti in carico ai servizi sociali è un tema di grande rilevanza sociale e culturale, specialmente nelle regioni del Sud Italia come Puglia e Basilicata. Queste aree, caratterizzate da sfide socio-economiche e da una rete di servizi sociali in evoluzione, offrono uno spaccato significativo della situazione dei minori in difficoltà. Attraverso l'analisi dei dati raccolti nel Quaderno della Ricerca Sociale del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, è possibile delineare un quadro delle problematiche e delle risposte istituzionali in queste regioni.
In Puglia, lo scorso anno, il numero di minorenni in carico ai servizi sociali è significativo, con una quota di 15.723 bambini e adolescenti. Di questi, una parte consistente è rappresentata da minori stranieri non accompagnati (Msna), che costituiscono circa il 7% del totale. Questo dato evidenzia l'importanza di politiche di accoglienza e integrazione che possano rispondere adeguatamente alle esigenze di questa fascia vulnerabile della popolazione.
Un aspetto cruciale riguarda la tipologia di affido. In Puglia, gli affidi etero-familiari per almeno 5 notti a settimana rappresentano il 33,4% del totale, mentre il 61,8% degli affidi è di tipo intrafamiliare. Questo suggerisce una tendenza a mantenere i minori all'interno del proprio contesto familiare, quando possibile, ma evidenzia anche la necessità di un supporto adeguato per le famiglie affidatarie.
La composizione per cittadinanza dei minorenni in carico ai servizi sociali in Puglia mostra che il 86% dei minori è di cittadinanza italiana. Tuttavia, la presenza di Msna, sebbene inferiore rispetto ad altre regioni del Sud, richiede un'attenzione particolare, poiché spesso questi ragazzi sono privi di una rete di supporto adeguata. Inoltre, il 20,5% dei minorenni in carico presenta una qualche forma di disabilità o vulnerabilità socioculturale.
Spostandoci in Basilicata, la situazione presenta alcune peculiarità rispetto alla Puglia. Il numero di minorenni in carico ai servizi sociali è più limitato, con un totale di 2.738 bambini e adolescenti. Anche qui, una parte significativa è costituita da Msna, sebbene i dati mostrino una quota inferiore rispetto a Puglia. La maggior parte degli affidi lucani è di tipo intrafamiliare, con un 70% che rientra in questa categoria. Questo riflette una strategia volta a mantenere i minori all'interno delle loro famiglie di origine.
Un dato interessante è che in Basilicata la quota di minorenni con disabilità o vulnerabilità socioculturale è pari al 15,5%. Questo valore, sebbene inferiore a quello pugliese, richiede comunque un'attenzione particolare da parte delle istituzioni per garantire un supporto adeguato e per evitare l'isolamento sociale di questi bambini.
A livello nazionale, i dati mostrano un totale di 345.083 minorenni in carico ai servizi sociali, con un tasso medio di 40,1 minorenni ogni mille residenti di età compresa tra 0-17 anni. La presenza di Msna a livello nazionale è aumentata, raggiungendo il 31,9% tra i minori accolti nei servizi residenziali. Questo aumento evidenzia la necessità di un approccio integrato e coordinato tra le varie istituzioni per affrontare le problematiche legate all'accoglienza e alla protezione dei minori.
I dati provinciali offrono ulteriori spunti di riflessione. In Puglia, ad esempio, la provincia di Bari presenta il maggior numero di minorenni in carico, seguita da Taranto e Lecce. In Basilicata, Potenza e Matera mostrano una distribuzione più equilibrata, ma con numeri complessivamente inferiori. La differenza tra le province indica la necessità di strategie localizzate che possano rispondere alle specifiche esigenze delle comunità.
L'analisi dei dati sui bambini e gli adolescenti in carico ai servizi sociali in Puglia e Basilicata evidenzia una realtà complessa e variegata. Entrambe le regioni si trovano ad affrontare sfide significative legate all'accoglienza e all'integrazione dei minori, specialmente quelli stranieri non accompagnati. È fondamentale che i servizi sociali non solo rispondano alle necessità immediate, ma che sviluppino anche strategie a lungo termine per garantire il benessere e la protezione dei minori. Il futuro della gestione dei servizi sociali in queste regioni, pertanto, dipenderà dalla capacità di integrare le risorse disponibili, di formare adeguatamente gli operatori e di coinvolgere attivamente le famiglie.