i risultati del monitoraggio

«Pnrr, la Puglia a fine 2026 avrà 145 Case di Comunità»

MICHELE DE FEUDIS

La parola chiave per orientarsi tra tabelle e bandi è rimodulazione. Montanaro, capo del Dipartimento Salute della Regione: così rispetteremo i target Ue

«Nei termini previsti dal Pnrr, la Puglia avrà 26 Case di Comunità in più del target rimodulato nel dicembre 2023»: Vito Montanaro, direttore del Dipartimento Salute della Regione, spiega alla “Gazzetta” i risultati del monitoraggio attivato a fine anno con la consegna da parte dei commissari delle vari Asl dei riscontri sulle attività avviate o meno per la realizzazione con i fondi europei o nell’ambito del Dm 77 delle Case e degli Ospedali di Comunità, essenziali nel dare forma alla Sanità di prossimità, caposaldo del programma del governatore Antonio Decaro (al corrente dello stato dell’arte). Il 10 gennaio i numeri dettagliati dell’attività in cantiere saranno trasmessi all’Autorità di missione presso il Ministero della Salute: si tratta di un report che fotografa come procede la messa a terra di 350 milioni di finanziamenti Pnrr a cui si aggiungono 44 milioni del fondo per le opere indifferibili. Tutto questo mentre la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo sui possibili ritardi nella realizzazione delle opere, mentre le opposizioni di centrodestra chiedono ad Antonio Decaro di fare luce sulla querelle.

La parola chiave per orientarsi tra tabelle e bandi è «rimodulazione»: «Sedici Case di Comunità (tra cui l’ex Centrale del latte, ndr) alla fine saranno non attivabili o non avviabili con i tempi del Pnrr, ma le riprogrammeremo con risorse Fsc», puntualizza Montanaro. E pur con questo passaggio, la Puglia sarà, secondo il dirigente regionale, in regola. Del resto alcuni immobili o alcuni terreni su cui dovevano essere edificate le opere hanno registrato ritardi (il 110 ha spinto alcune aziende a preferire lavori con il Superbonus rispetto ad appalti vinti con la Regione) o situazioni complesse sul piano amministrativo (vincoli della Soprintendenza). Da qui l’estromissione dal computo finale.

«La Regione a maggio del 2022 - racconta partendo dalla fase iniziale - ha invitato il contratto integrativo di sviluppo, ovvero il Piano operativo regionale del Pnrr. Abbiamo pianificato di costruire, rimodulare o ristrutturare 121 Case di Comunità, 38 Ospedali di Comunità e 7 interventi antisismici. Il target - ovvero la distribuzione a livello regionale dell’obiettivo nazionale - ci ha assegnato 120 Case, 31 Ospedali e 7 interventi». Poi è avvenuto un nuovo step: «Nel dicembre 2023, dopo la pressione insistente da parte del governo, l’Ue ha accettato la “rimodulazione” del target nazionale, ripartendo la riduzione del 23-24% dei numeri iniziali nelle varie regioni. Alla Puglia toccavano 97 Case, 30 Ospedali e 5 interventi. E su questo percorso operiamo ogni mese una verifica, trasmessa all’Autorità di missione e alla Corte dei Conti».

Montanaro poi chiarisce lo stato di avanzamento: «Al 31 dicembre 2025 ci sono lavori avviati per 105 Case su 121 previsti, per 28 Ospedali su 38, e 5 interventi su sette. A questi numeri vanno aggiunte le strutture di backup, utilizzabili ai fini del Pnrr ma non incluse nel contratto: sono 35 Case, ovvero immobili già funzionanti o presidi territoriali assistenziali da trasformare in Case della Comunità come il Fallacara o l’ex ospedale di Terlizzi; e 9 Ospedali». La Regione rispetterà i tempi e non perderà l’occasione di impiegare questi fondi per rigenerare le strutture sanitarie? Montanaro è rassicurante: «Stimiamo che questi lavori siano conclusi sulla base delle informazioni delle Asl: il 30 giugno 2026 avremo 123 Case di Comunità (oltre il target rimodulato), 30 Ospedali (pari al target previsto), e 3 interventi rispetto ai 5 programmati. Saremo con un surplus di 26 Case, in linea per gli Ospedali e sotto di due interventi straordinari». La dialettica tra Regione, Autorità di missione e Commissione Ue però potrebbe consentire di allungare i termini al 30 settembre o addirittura al 31 dicembre (per la compilazione finale dei documenti). «Tutte le regioni hanno chiesto a viva voce - aggiunge Montanaro - all’Autorità di missione attraverso la Commissione salute di considerare il termine utile non settembre ma il 31 dicembre 2026, data entro cui la Commissione ha chiesto di completare i lavori anche sotto il profilo documentale». La proiezione che offre il direttore del Dipartimento Salute vedrebbe la Puglia a fine anno con ben 145 Case e 39 Ospedali di Comunità e 4 dei 5 interventi anti-sismici. «Quello che non riusciremo a realizzare, lo porteremo avanti con le risorse del Bilancio autonomo», taglia corto Montanaro.

L’agenda della rigenerazione sanitaria della Puglia ora ha una nuova scadenza: il 12 gennaio l’Autorità di missione confuterà questo monitoraggio e subito dopo il governatore Decaro, in carica da pochi giorni, potrà condividere la road map per non perdere nessuna risorsa per modernizzare la dolente sanità regionale.

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