il caso

Escort con servizio «dopopartita»: nell'inchiesta sulla movida milanese spuntano anche i giocatori di Milan, Juve e Inter

Ci sarebbero una settantina di atleti di serie A tra i clienti della società finita al centro di una indagine contro il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione. Quattro in manette

Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari e sono state effettuate alcune perquisizioni nell’ambito di una indagine della Procura di Milano con al centro una società che organizzava eventi nei più noti locali della movida. Secondo l’accusa offriva un giro di escort agli ospiti delle feste, tra cui anche alcuni calciatori di Serie A. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Bruno Albertini e delegata al nucleo di polizia economico e finanziario della GdF, ha portato anche a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto del reato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione per oltre 1,2 milioni di euro.

Secondo quanto emerge dall’inchiesta, ai calciatori veniva offerto un vero e proprio 'servizio dopopartita' che comprendeva un pacchetto completo: serata in un locale, albergo ed escort. Le serate costavano alcune migliaia di euro.

Sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla società. I loro nomi, nell’ordinanza, sono omissati. Nessuno di loro è indagato in quanto non hanno commesso reati. Si tratta di giocatori anche di Inter, Milan, Juve, Sassuolo e Verona. Non è però stato accertato quanti abbiano usufruito anche del servizio di escort e droga della risata.

I locali scelti per le serate: anche il Langosteria

«Amo ci servono i palloncini» (...) "siamo al Duca, al Me Milan». Era necessario procurarsi la 'droga della risata' per le serate organizzate dall’agenzia Mas.De. Milano e ora al centro di una indagine della procura milanese che ieri ha portato ai domiciliari quattro persone per associazione per delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ed anche autoriciclaggi.
Il dialogo che riguarda l’organizzazione di una delle tante serate per clienti facoltosi, sportivi come giocatori di hockey o piloti di Formula Uno, e soprattutto calciatori di serie A, è riportato nel provvedimento eseguito ieri dalla Gfd nei confronti di Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, ritenuti i «promotori e dominus» dell’organizzazione, e Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti «partecipi», che con una terza persona avrebbero mantenuto i «contatti con i calciatori di fama internazionale clienti» e avrebbero gestito «le ragazze impiegate nelle varie serate non solo decidendo» dove dovessero presentarsi. Tra i locali scelti nel capoluogo lombardo - e che sono estranei a qualsiasi contestazione - c'è il Pineta Milano, il Just, Dolce & Gabbana Martini, Do Mish, El Porteno Prohibido, il Jazz Cafè, JustMe, La Bullona, Langosteria Bistrot, Osteria La Risacca 6, Pineta Milano, Voya Rooftop e tantissimi altri. Il servizio veniva pubblicizzato sulla pagina Instagrarn "made_luxury_concierge» ed era risvolto a coloro che erano "disposti a spendere importanti cifre per beneficiare di servizi» con la partecipazione di ragazze, disponibili anche a prestazioni di natura sessuale «dietro corrispettivo in parte retrocesso alla coppia Ronchi Buttini» oppure incassato «dal sodalizio il quale successivamente provvedeva a retribuire le giovani.

Salamone, lo scorso novembre, oltre a ricevere l’invito da un altro organizzatore a fornire i «palloncini» , si sarebbe occupato anche di «capire un attimo quanti soldi devo recuperare, tra sabato e domenica». I conti lo ha fatti il suo stretto collaboratore :"allora 1000 da... (...) allora 3280 il (...) aspetta ti dico (...) al volo, stai lì. 3.420»

Le "prestazioni" anche durante il lockdown

Anche «nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri» a causa del Covid venivano "organizzati quasi tutti i giorni eventi mondani con servizio di escort» e le ragazze avevano «rapporti sessuali a pagamento con gli ospiti, selezionati soprattutto fra i calciatori professionisti».

Sono passaggi del racconto di una delle giovani prostitute che, il 23 agosto 2024, ha deciso di denunciare Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, finiti ieri agli arresti domiciliari, anche per associazione a delinquere, assieme ad altre due persone. Avrebbero gestito, attraverso la Ma.De Milano, un presunto giro di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, con pacchetto «all inclusive» del dopopartita: serate in locali a cinque stelle della movida milanese, escort e a volte «sniffate" di gas esilarante.

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