l'intervista
Andrea Margelletti: «Sull'export italiano il rischio Hormuz: gli indiani vogliono l’acciaio Ilva»
L'analisi del presidente del Centro Studi Internazionali (CeSI): è finito il mondo dell’economia, conta la sicurezza. Serve politica comune Ue
«Il conflitto si è ormai allargato a tutto il Medio Oriente, c’è il serio rischio che esplodano guerre civili in Iran e Iraq, con conseguente e inevitabile pressione migratoria sull’Europa che però non si è mai voluta occupare della situazione, delegando ad altri che però hanno badato a fare i loro interessi».
Parlare con Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali (CeSI), è sempre molto istruttivo per la capacità di analisi che ha e per gli scenari che è in grado di delineare, spiegando lo stato delle cose con chiarezza e puntualità.
La prima questione riguarda l’Europa e la sua capacità di difendersi. «Bisogna innanzitutto porsi due domande, ovvero se le minacce dell’Iran siano in grado di essere implementate, e dal punto di vista terroristico la risposta è assolutamente sì, e poi la seconda domanda, che arriva nel cuore dell’Europa, ovvero se possiamo vivere sotto ricatto. La risposta è semplice...
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