Giovedì 21 Febbraio 2019 | 17:52

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ANTONELLA INCISO

La strada sembrava in discesa, nonostante qualche malumore e qualche diversità di vedute. Sembrava se uno dei protagonisti non avesse tirato fuori un colpo da maestro. Mettendo il governo regionale in un angolo, da cui non sarà semplice uscire.
La storia è quella del rinnovo dei vertici ospedalieri e sanitari, in particolare Asp di Potenza, Asm di Matera e Ospedale «San Carlo». Per fare nomi, Giovanni Bochicchio, Pierino Quinto e Rocco Maglietta, i cui mandati ai vertici delle strutture sanitarie sono in scadenza. Per loro il governo regionale ipotizza un rinnovo nelle funzioni almeno fino alla fine della legislatura. Per legge, però, il rinnovo contrattuale è possibile ma con una scadenza che non può essere inferiore ai tre anni. Troppi per un governo regionale che si dice «rispettoso di chi verrà dopo, considerato che tra meno di un anno si deve votare per le regionali». Così la soluzione ipotizzata è quella di abolire i direttore generali e prevedere i commissari che - sempre secondo la legge - possono restare in carica un anno. Una soluzione quasi perfetta che, tra l’altro, consentirebbe anche di «salvare» Rocco Maglietta, dg del San Carlo ormai in pensione.

Il punto, però, è che il governo regionale non fa i conti con un altro direttore, Giuseppe Cugno, al vertice del Crob ed in pensione dal primo dicembre scorso. Si può ipotizzare anche per lui la nomina da commissario, come fatto per gli altri, ma non rientrando l’Irccs Crob nella riorganizzazione ospedaliera il governo regionale decide di procedere nominando un nuovo direttore generale. Ed ecco che arriva la mossa a sorpresa dell’ex dg: una lettera, regolarmente protocollata, in cui si dice disponibile a proseguire nella sua attività manageriale ma a puro titolo gratuito. Insomma, gratis come prevedono le norme della legge Madia. Ed a farlo per un anno. Esattamente come gli altri dg che, invece, nominati commissari devono essere regolarmente pagati. Una mossa a sorpresa, dunque. Una mossa che scombina e non poco le carte sulla sanità, soprattutto perché se Cugno, da pensionato, si offre di lavorare gratis, un altro pensionato, Maglietta, da commissario lo farà regolarmente retribuito.

Tanto basta per scatenare il caos e costringere i vertici regionali, che entro il 19 gennaio prossimo, devono votare la delibera sul rinnovo, a fissare una riunione d’urgenza per decidere le mossa da fare. Tavolo tenuto ieri da cui è emersa netta la volontà di andare avanti sulla strada già intrapresa: ossia confermare come commissari i vertici esistenti (con qualche avvicendamento con Quinto alle Asp e Maglietta San Carlo ) per un anno circa e nominare Bochicchio nuovo direttore generale dell’Irccs Crob che, invece, resterà in carica per circa tre anni. Tutti naturalmente regolarmente retribuiti. E la richiesta di Cugno di continuare a lavorare gratis? Quasi sicuramente finisce in un cestino. Anche se l’opposizione già annuncia battaglia, spiegando di voler chiedere chiarimenti.. Ma il governo regionale anticipa le mosse e rassicura di aver avuto rassicurazioni sulla procedura sia dall’ufficio legale sia dal Ministero con cui le interlocuzioni sono in corso.

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