Martedì 19 Marzo 2019 | 03:06

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Torre Guevara, un parco finito nel dimenticatoio

di GIOVANNA LAGUARDIA
POTENZA - Cancelli chiusi per la Torre Guevara. Da molto tempo, ormai, i cittadini di Potenza non possono più fruire dell’unico «pezzo» dell’antico castello, il cui giardino è stato utilizzato nel 2014 come parcheggio per l’edificio scolastico antistante e poi chiuso. Nel corso degli ultimi anni, per l’antica struttura sono stati proposti numerosi progetti di ristrutturazione che non sono mai andati a buon fine
Torre Guevara, un parco finito nel dimenticatoio
di GIOVANNA LAGUARDIA

POTENZA - Cancelli chiusi per la Torre Guevara. Da molto tempo, ormai, i cittadini di Potenza non possono più fruire dell’unico «pezzo» dell’antico castello, il cui giardino è stato utilizzato nel 2014 come parcheggio per l’edificio scolastico antistante e poi chiuso. Nel corso degli ultimi anni, per l’antica struttura presumibilmente nata sotto il dominio dei Longobardi, sono stati proposti numerosi progetti di ristrutturazione e valorizzazione. Che però, complici anche spending review, patti di stabilità e dissesti vari, non sono mai andati a buon fine. Dunque, l’unica parte superstite del castello che ha ospitato l’ospedale San Carlo fino ai primi decenni del 1900, i militari e gli sfollati della seconda guerra mondiale ed è stato demolito nel 1965, resta ancora chiusa. In questi giorni Giovani De Marco, presidente della Pro Loco di Potenza e i 110 firmatari della petizione dell’8 marzo, sono tornati alla carica proponendo, all’interno del corposo documento depositato al Comune, la istituzione di un «Parco del Castello del Conte».

La nuova area attrezzata, secondo i firmatari della petizione, dovrebbe essere realizzata «scambiando immobili con l’amministrazione provinciale di Potenza per acquisire al Comune la torre, il terreno circostante e l’edificio scolastico» e comprendere un sottopasso a via Pretoria, nei pressi di Palazzo Bonifacio.
«Qualora non si ritenga possibile demolirlo - è scritto nella petizione - si potrebbe utilizzare il suddetto edificio scolastico per servizi culturali, vedi bibliomediateca, archivio storico, sala multimediale o un museo della civiltà contadina e dell’abbigliamento della popolazione locale».

Per i firmatari della petizione, inoltre, nel parco dovrebbe essere inserita la fontana del 1885 della Società Condotte d’Acqua di Roma, attualmente restaurata e a deposito presso un idraulico che lavora per il Comune e dello stesso tipo ed epoca di quelle presenti ora presso la Trinità e presso l’Arco di San Giovanni. La proposta prevede anche di riproporre con la pavimentazione in pietra dei viali, l’impianto del castello, così come risulta nei documenti presenti nell’archivio della Soprintendenza ai beni architettonici della Basilicata e di riutilizzare gli spazi che si affacciano su via Acerenza , alle spalle delle cinque arcate del muro, in parte di sostegno del terrapieno laterale all’ex castello, in parte di tompagnatura. De Marco ha anche ricordato che «nel 1998 l’a rchitetto Egidio Cerone e l’ingegenre Gennaro Onofrio hanno presentato un progetto di riqualificazione dell’area dell’ex castello, su commissione del Comune di Potenza, nell’am - bito di un piano particolareggiato del centro storico, successivo e conseguente al terremoto del 1980, che ha visto il Centro interessato da interventi programmati per comparti. In questo progetto sono previsti una serie di interventi e, tra questi, la realizzazione di un parco urbano attrezzato su un’area molto vasta , che interessa la parte finale orientale di via Pretoria, di fronte a Palazzo Bonifacio e l’intera area dell’ex castello. Questo progetto, purtroppo, per scarso impegno da parte dell’amministra - zione comunale, è finito nel dimenticatoio».

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