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Energia e polemiche

Basilicata, un colpo di coda sull’eolico raddoppiata la potenza

Il Consiglio regionale modifica il piano energetico: si passa da 891 a 1.962 Mw

parco eolico

POTENZA - L’ultimo «regalo» prima delle elezioni. Alle cosiddette lobby dell’eolico. Lo avrebbe fatto il Consiglio regionale lucano modificando il vigente Piear (Piano di indirizzo energetico ambientale regionale) aumentando la potenza nominale eolica installabile da 891 MW a 1.962 MW, senza limiti temporali e fino all’approvazione del nuovo piano. La notizia è stata veicolata dal giornalista Antonio Bavusi sul periodico online «Terre di Frontiera». La legge 4-19, concernente «ulteriori disposizioni urgenti in vari settori d’intervento della Regione Basilicata», ha introdotto per ragioni urgenti l’articolo 13, a modifica dell’articolo 11 della legge regionale 8-12, aggiungendo al comma 7 che «nelle more dell’adozione della nuova pianificazione energetica ambientale della Regione, ai fini del rilascio delle autorizzazioni di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 387-03 i limiti massimi della produzione di energia da fonte rinnovabile stabiliti dalla tabella 1.4 del vigente Piear, sono aumentati per singola fonte rinnovabile in misura non superiore a 2 volte l’obiettivo stabilito per la fonte eolica e per la fonte solare di conversione fotovoltaica e termodinamica e in misura non superiore a 1,5 volte gli obiettivi stabiliti per le altre fonti rinnovabili in essa previste».

Eppure, ha ricordato Bavusi, «il Piear prevedeva, al 2020, per la sola fonte eolica, un fabbisogno di 981 MW, pari al 60% delle altre fonti rinnovabili, mentre per il solare-fotovoltaico 359 MW (20%), per le biomasse 50 MW (15) e, infine, per l’idroelettrico 48 MW (5). Quote, queste, che già nel 2017 risultavano ampiamente superate dagli impianti allacciati alla rete, stando al Gestore servizi elettrici. In attesa nel nuovo Piear, anziché porre uno stop all’eolico selvaggio, appellandosi al superamento delle previsioni del piano vigente, il Consiglio regionale deroga questi limiti di potenza, raddoppiandoli». «Terre di frontiera», nel fare il quadro delle potenze già installate, aveva evidenziato, tra l’altro, come nel Piear vigente del 2010 la produzione dalle rinnovabili avrebbe dovuto colmare i fabbisogni regionali di energia stimati al 2020 in 1.438 MW. Previsione che non teneva conto della recessione, del decremento di popolazione e del valore equivalente della produzione di idrocarburi dei giacimenti lucani a partire dal 2012, che coprono attualmente i due terzi della produzione di petrolio in terraferma in Italia e un terzo della produzione di gas, comprese le estrazioni in mare». Morale della favola? A giudizio di Bavusi c’erano tutte le premesse per andare nella direzione opposta, anche tenuto conto che «alle comunità locali e ad alcuni Comuni i nuovi parchi di mega eolico in Basilicata non piacciono». Invece, il Consiglio ha inteso virare in tutt’altra direazione. Con quali effetti? Lo sapremo molto presto. 

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