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Salvatore Vignola

Vogue incorona stilista lucano tra le promesse della moda

Il giovane stilista di Villa d'Agri (Pz) ha cominciato a cucire da piccolissimo

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Vogue Italia lo ha definito un giovane talento della moda milanese, città in cui presenterà la sua nuova collezione, ancora top secret ma ben ancorata ai temi della Basilicata.
Della sua Basilicata. Salvatore Vignola, 27 enne di Villa D’Agri, naturalizzato milanese, è considerato uno dei nomi promettenti della moda e attraverso l’incontro tra ricerca, estro creativo e sensibilità estetica, coniugata all’estrema attenzione per i piccoli dettagli, dà vita a un’eleganza sorprendente, fatta di glamour, femminilità ed eccentricità.
«Ho iniziato a cucire piccolissimo – racconta Vignola alla Gazzetta -, quando avevo 3 – 4 anni. Ero spesso con mia nonna Melina, faceva la sarta ed ero affascinato dai tessuti e la macchina da cucire era il mio gioco preferito». «All’età di 6 anni – continua – scopro la mitica figura dello stilista: ero in macchina con i miei genitori e per radio apprendo la notizia della tragica scomparsa di Gianni Versace. Inizio a fare domande su cosa fosse uno stilista e sento dentro di me bambino nascere un desiderio, un sogno: da grande voglio sostituirlo; pensando all’epoca che fosse il solo (ride)».


Salvatore Vignola sceglie alle superiori il percorso di studi in architettura e arredamento presso l’Istituto Statale d’Arte di Potenza, che gli conferisce una formazione metodica e rigorosa, con una particolare attenzione alla tecnica e alla progettazione, in un ambiente altamente stimolante di matrice bauhausiana. «In particolare –racconta – mi colpirono il corso di Plastica con la docente Anna Giordano e quello di disegno dal vero con la docente Donata Carlucci, in cui iniziai a sperimentare diverse contaminazioni tra il mondo della moda e quello dell’arte, per esempio cucendo abiti per delle statue in argilla che realizzavo». Il suo percorso accademico prosegue poi presso la Naba, Nuova Accademia di Belle Arti di Milano con il corso di laurea in Fashion Design, che gli permette di sviluppare in parallelo la sua vena artistica e quella progettuale. «Decisivo – racconta Vignola - è stato l’incontro con la docente di antropologia culturale Benedetta Barzini – iconica ex top model e mia relatrice di tesi con un progetto sulla stregoneria e il paganesimo nella Lucania del ‘900 - che mi porterà a indagare i retroscena più brutali del fashion system come la mercificazione del corpo femminile, e a mantenere uno stretto legame con concetti di spessore sociale e culturale nelle mie creazioni».

Concluso il triennio alla Naba, nel 2016 Salvatore Vignola decide di fondare il proprio marchio con un ottimo riscontro fin dal principio: la collezione SS18 “Capitello” viene selezionata come ospite europeo presso la Kazakistan Fashion Week e sfila ad Astana; la stessa collezione viene inoltre presentata all’interno del progetto Archiproducts di White Milano, in un programma di sponsorship e promozione di giovani talenti. Vignola, sostiene che Milano per lui resterà sempre un ottima vetrina dove creare relazioni lavorative con tutto il mondo, ma la base operativa è e resterà in Basilicata, in quanto le sue collezioni sono interamente prodotte in una piccola frazione di Marsicovetere che ospita una storica sartoria che da sempre produce per diversi noti brand. «Io – ci tiene a spiegare Vignola – sono convinto che non bisogna mai rinnegare le proprie origini, significherebbe partire da zero, tutti noi dovremmo appassionarci al passato e rendere le tradizioni attuali». «La mia terra è sempre con me. Per la prossima Milan Fashion Week di febbraio sto lavorando ad una nuova collezione di cui non posso svelare molto ma ancora una volta ci sarà un racconto sulla Basilicata». «Attraverso le mie collezioni – conclude – voglio fare una sorta di tour della nostra bellissima terra, ancora poco conosciuta e che è stata e continua ad essere la prima e più importante fonte della mia ispirazione».

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