Venerdì 25 Giugno 2021 | 03:53

Il Biancorosso

Biancorossi
Bari e il mercato: Polito studia una serie di mosse

Bari e il mercato: Polito studia una serie di mosse

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceL'allarme
Lecce, due vigili del fuoco ricoverati dopo gli incendi nel Magliese

Lecce, due vigili del fuoco ricoverati dopo gli incendi nel Magliese

 
PotenzaCalcio
Caiata cede 15% quote ad associazione Potenza 1919

Caiata cede 15% quote ad associazione Potenza 1919

 
Barigli effetti del caldo
Treni, Fal: nessun pericolo nel Barese

Treni, Fal: nessun pericolo nel Barese

 
PotenzaCovid
Basilicata, vuote le terapie intensive

Basilicata, vuote le terapie intensive

 
Tarantosanità
Taranto, asportato tumore al rene con crioablazione

Taranto, asportato tumore al rene con crioablazione

 
BrindisiIl caso
Brindisi, liberi giudice Galiano, ex moglie e consulente

Brindisi, liberi giudice Galiano, ex moglie e consulente

 
FoggiaLa tragedia a gennaio
Foggia, giovane vittima di bulli fu trovato morto sui binari: 6 indagati

Foggia, giovane vittima di bulli fu trovato morto sui binari: 6 indagati

 
BatL'intervista
«Offro la mia musica per aiutare chi soffre»: al TedxBarletta Pietro Morello, pianista e influencer

«Offro la mia musica per aiutare chi soffre»: al TedxBarletta Pietro Morello, pianista e influencer

 

i più letti

E lo «Yes we can» di Veltroni si trasforma in «Se po fà»

Walter VeltroniROMA - Walter Veltroni annuncia che il Pd correrà da solo anche per il Senato, sottolinea l'esigenza di «girare pagina» e fa suo lo slogan di Barack Obama, aspirante alla candidatura democratica per le presidenziali Usa: «Yes, we can».

Ma dal loft del Partito Democratico al Campidoglio il passo è breve e lo «Yes We Can» che Veltroni prende in prestito da Barack Obama è arrivato già al Palazzo Senatorio. In molti tra commessi e consiglieri ironizzano sull'affinità dello slogan con il grido di gioia di Gene Wilder in Frankenstein Junior: «Sì. Si può fare!».
Alcuni consiglieri se ne vanno in giro a canticchiare il Branduardi di «Si può fare, si può fare» e dicono: «Chissà che non diventi l'inno del Partito».
Ma i più lo utilizzano al posto del più romano «Se po fa» e alla bouvette l'offerta di un caffè diventa irrimediabilmente: «Yes, we can». Fortuna di una formula ben più malleabile dell'«I care» kennediano già utilizzato da Veltroni da segretario dei Ds: «Mi prendo carico di», d'altra parte, è una formula che non si utilizza con facilità, almeno nella traduzione in italiano. Un manifesto programmatico ne era stato fatto da Don Milani che, avvedutamente, lo aveva lasciato in Inglese appeso all'entrata della scuola di Barbiana. Resiste comunque alla tentazione il romanissimo assessore all'Urbanistica Roberto Morassut: «Io preferisco il 'Se po fà', mi sento più a casa mia».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400