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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L'intervista

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Luciano Ligabue

Luciano Ligabue

BARI - «Start tour 2019», partenza dallo stadio San Nicola di Bari. Ancora poche ore di sofferenza per tutti i fan di Luciano Ligabue che domani, venerdì 14 alle 21.30, inizia proprio dal capoluogo pugliese la lunga tournée che proseguirà per altre otto tappe nei maggiori stadi italiani (biglietti disponibili su TicketOne.it). Con lui sul palco Luciano Luisi (tastiere, cori), Max Cottafavi (chitarre), Federico Poggipollini (chitarre elettriche, cori), Davide Pezzin (basso) e Ivano Zanotti (batteria, percussioni).

«Il live per me resta una sorta di dipendenza – precisa Ligabue - anche se mi diverto in tanti modi, niente è come un concerto». In scaletta sono previsti 19 brani, oltre al bis, comprende anche due medley dei brani più noti del rocker di Correggio. «La scaletta degli stadi è sempre un “problema” - dice Ligabue - perché tendo a dare per scontato che a sentirmi verrà anche un pubblico occasionale, oltre ai fan, e qualcuno che magari arriva per la prima volta e poi forse non verrà mai più. Ritengo quindi importante far sentire buona parte del materiale nuovo e una sfilata delle canzoni tra le più famose. Questa volta ho trovato l’escamotage dei due medley: il primo voce e chitarra e l’altro in chiave club rock, che mi permettono di far ascoltare qualcosa in più e di rendere lo spettacolo un po’ diverso dal solito». Se il medley voce e chitarra cambierà praticamente ogni sera, la restante scaletta è in gran parte definita: uno spettacolo che si apre con Polvere di stelle, singolo estratto da Start, il dodicesimo disco d’inediti della sua carriera già certificato platino.

Liga ha previsto oltre due ore, in cui viaggerà tra presente e passato della sua luminosa carriera artistica. Tra le tante canzoni, ci sarà anche A modo tuo, Si viene e si va, Luci d’America e Bambolina e barracuda, ma anche Marlon Brando è sempre lui, Mai dire mai e La cattiva compagnia. «La cattiva compagnia è quella che ci popola – sottolinea Ligabue- i fantasmi e le paure che ci bloccano e non ci permettono di essere come vorremmo. Credo di parlare a nome di tanti perché in molti hanno dentro di loro una cattiva compagnia, anche se magari non la chiamano così, ma forse la indicano come incapacità di essere felici».
Imponente è anche il palco sul quale Ligabue si muoverà: 58 metri di lunghezza, per 22 di altezza e 20 di profondità. E poi, sette schermi, compreso uno triangolare a forma di «play» e due iconiche e gigantesche lettere L, impianto luci e audio da capogiro.

Così come sulla copertina di Star campeggia un primissimo piano del cantautore col vizio del rock, spesso sui maxischermi è proprio la faccia del Liga ad apparire da vicino e senza filtri. «Il mio desiderio è sempre stato quello di essere un cantautore, ma con il suono di una band - confessa Liga - perché ho bisogno di persone con le quali sentirmi complice. Abbiamo lavorato tanto e tutti per questo tour e non vedo l’ora che arrivi domani per vedere il risultato».

Dopo la prima tappa di domani Bari, il tour negli stadi proseguirà verso il San Filippo di Messina (17/6), l’Adriatico di Pescara (21/6), l’Artemio Franchi di Firenze (25/6), San Siro a Milano (28/6), Olimpico di Torino (2/7), Dall’Ara di Bologna (6/7), Euganeo di Padova (9/7), per chiudere allo Stadio Olimpico di Roma il 12 luglio.

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