Una lettera per annunciare una chiusura, maturata a causa dell’«indotta carenza di utenza», conseguenza della «triste realtà» derivante dalla «strana gestione dei lavori che hanno interessato ed interessano tutt'ora l’ormai ex Piazza Matteotti», a Matera. A firmarla è Giuseppe Mazzone, titolare della storica Edicola Mazzone nel cuore della Città dei Sassi, che ha indirizzato il suo messaggio all’amministrazione comunale. Con toni di denuncia, l’esercente ha ufficializzato l’imminente cessazione dell’attività: una realtà già in difficoltà, ma che «è diventata gravissima» alla luce dell’«infinito» cantiere.
Nel testo, Mazzone chiarisce anche le finalità dell’iniziativa, «non per avere sussidi, ma per una vigilanza sullo stato progressivo dei lavori la cui gestione parrebbe quantomeno approssimativa». In questo scenario, l’edicolante - da «operatore culturale e presidio informativo quotidiano in una città che, dopo essere stata Capitale europea della cultura 2019, è oggi Capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026 - afferma di non poter accettare «di veder soccombere la mia attività a seguito di lavori che procedono con un ritmo da lumaca, senza, a mio parere, controlli adeguati».
Da qui una serie di interrogativi rivolti direttamente al sindaco, Antonio Nicoletti: «Le chiedo - si legge - , è possibile che un lavoro di milioni di euro debba essere svolto da pochi operai che, fra l’altro, parrebbe non usino alcun tipo di dispositivi di protezione individuale? Chi è tenuto a vigilare? Ma davvero non c'è nessuno che vigili? Ci saranno pure state delle gravi mancanze addebitabili all’Amministrazione precedente, mancanze che non giustificano l’attuale amministrazione al perpetuarsi delle stesse»













