ambiente e territorio

Scanzano Jonico, il comitato contro il deposito delle scorie nucleari in audizione nelle commissioni della Camera

redazione basilicata

Antonello Bonfantino, vicepresidente dell’Associazione antinucleare ScanZiamo le Scorie: «Rappresenteremo la voce del popolo lucano per ribadire il no alla nuclearizzazione del nostro territorio e del Paese»

«Prima di riproporre nuovi centri nucleari riteniamo che c’è il bisogno di chiudere definitivamente con i problemi del passato». Così, in una nota, Antonello Bonfantino, vicepresidente dell’Associazione antinucleare ScanZiamo le Scorie, annunciando un’audizione prevista per oggi presso le Commissioni VIII e X Commissione della Camera dei Deputati, in riferimento alla «Delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile». Nel comunicato è sottolineato che «al termine dell’audizione sarà presentata una memoria che lasceremo agli atti del Parlamento con le motivazioni della contrarietà al ritorno del nucleare». «Siamo fortemente coscienti - sottolinea il dirigente dell’Associazione antinucleare Scanziamo le scorie - dei valori maturati dall’esperienza della civile protesta di Scanzano Jonico del 2003», quando l’allora governo Berlusconi scelse la città lucana per ospitare il sito unico delle scorie nucleari, ma poi, dopo la protesta popolare durata 15 giorni, ritirò la decisione.

«Rappresenteremo - aggiunge Bonfantino - la voce del popolo lucano per ribadire con ragione il no alla nuclearizzazione del nostro territorio e del Paese. Il nucleare che propone il Governo, avallato anche dai nostri rappresentanti della giunta regionale nella conferenza delle Regioni, non propone soluzioni al fine di garantire la sicurezza della salute umana dalle scorie nucleari radioattive che rimangono il problema ancora irrisolto nel mondo». «Come possiamo fidarci di un Governo che in questi anni - prosegue - non è stato capace di mettere in sicurezza i lasciti del vecchio nucleare? Il centro Sogin della Trisaia di Rotondella in provincia di Matera avrebbe dovuto esser un ‘prato verdè già nel 2020. Tutte le attività e i cronoprogrammi sono slittati. Attualmente si parla del 2040 se andrà bene», conclude Bonfantino.

Privacy Policy Cookie Policy