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Il caso

Acqua inquinata, a Policoro
fiato sospeso per le analisi

La presenza di trialometani: si attende la risposta dei laboratori per revocare il divieto per l'uso potabile

Acqua inquinata, a Policorofiato sospeso per le analisi

POLICORO - Fiato sospeso per gli esami sui campioni di acqua prelevati venerdì dai serbatoi di Pane e Vino ed Acinapura. I risultati, alle 21.30 di ieri, non erano ancora arrivati dall’Asm. Ma arriveranno ad horas. Dal loro esito dipenderà il ritiro o meno dell’ordinanza di divieto di uso potabile dell’acqua di Acquedotto Lucano (Al). Così Policoro è rimasto l’unico centro, dal 10 maggio scorso, a convivere ancora con l’emergenza trialometani (TMHs), con le taniche da riempire alle autobotti e con pesanti disagi alle attività imprenditoriali.

Intanto, sono scesi in campo i Comitati di cittadini e l’associazione Udicon (Unione per la difesa dei consumatori). Il Comitato jonico acqua pulita ha depositato le 1683 firme raccolte dalla petizione con cui si chiede al Comune di impegnare tutte le somme della compensazione ambientale, per essere tra quelli nuclearizzati per via dell’Itrec di Rotondella, per il monitoraggio su acqua, aria, ambiente. «Mai c’era stata da noi – ha detto Giuseppe Maiuri – una risposta simile ad una petizione. Il sindaco Enrico Mascia rispetterà la volontà dei cittadini. Per lui si tratta di un obbligo morale, giuridico ed amministrativo».

Sempre ieri è entrato in azione un altro Comitato denominato “Mamme libere per la tutela dei figli”. Come primo atto ha inviato una lettera aperta all’Asm ed al dirigente del Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione, Antonio Martemucci, in cui ha contestato la proposta di derogare dai limiti attuali di TMHs, 30 mcg/l. «Egregio dott. Martemucci – si legge nella nota – stiamo perdendo la pazienza perché da chi ha il compito di tutelare la nostra salute è arrivata la richiesta della deroga ai limiti del Ministero della salute. Ma è uno scherzo? Anche se lo fosse sarebbe di pessimo gusto. Ciò che oggi non è buono domani vorreste darcelo a bere sotto mentite spoglie? Abbiamo l’obbligo di prenderci cura dei nostri bambini. Siamo pronte alla mobilitazione di massa».

Infine, ecco l’Udicon. «Non è possibile – ha dichiarato il responsabile di Policoro, Antonello Ripoli – che ci si trovi di fronte ad episodi di divieto di utilizzo dell’acqua». «Non possiamo mettere a repentaglio la salute dei cittadini – ha aggiunto il presidente regionale Severino Notarfrancesco –. Chiediamo con urgenza che l’autorità competente effettui le adeguate verifiche convocando un tavolo di lavoro per risolvere le criticità riscontrate». E Ripoli: «Chiederemo forti sgravi per le famiglie e le attività imprenditoriali che hanno subito gravi disagi e danni economici ingenti».

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