Domenica 20 Gennaio 2019 | 09:31

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Firmato un protocollo

Lecce, movida senza sballo
ubriachi fuori dai locali

Ci saranno telecamere e più controlli vicino alle discoteche

Lecce, movida senza sballo  ubriachi fuori dai locali

di Gianfranco Lattante

LECCE - Un protocollo per la buona movida. Senza eccessi e senza sballo. L’obiettivo è quello di evitare altre degenerazioni nel divertimento notturno a causa del consumo di alcol e di droga. Un giro di vite a ridosso di Ferragosto, quando le presenze nel Salento saranno al top. Non ci saranno solo più controlli. Stavolta in campo scendono anche i gestori dei locali più frequentati. E lo fanno in maniera incisiva. Ieri hanno sottoscritto un accordo in prefettura, sulla scia di indirizzi già delineati dal prefetto Claudio Palomba e che sono stati mutuati in altre zone d’Italia. I gestori di Praya, Parco Gondar, Rio Bo, Samsara e Le Cave di Gallipoli, Guendalina di Santa Cesarea, Quattro colonne di Santa Maria al Bagno si sono impegnati “senza se e senza ma” ad avviare «le buone prassi» per una movida sicura. La prima (e sicuramente la più importante) riguarda i controlli all’ingresso delle discoteche. I clienti, prima di entrare, devono sottoporsi alla prova del precursore (una sorta di alcoltest) che è in grado di rilevare l’assunzione di alcol. Chi risulta positivo sarà rimandato indietro.

Gli apparecchi saranno forniti ai locali dal Silb, il sindacato italiano locali da ballo, che con il suo presidente Maurizio Pasca, è in prima linea nell’impegno per una movida senza sballo.

L’importanza dei controlli prima degli ingressi emerge dai dati forniti dal dottor Maurizio Scardia, direttore del 118. «Nel mese di luglio fra coma etilici o stati ebbrezza e uso di sostanza psicotrope il personale del 118 ha effettuato 104 interventi. Ma in molti casi, pur essendo assai critici, il 118 non viene neppure contattato. Il dato costituisce la punta dell’iceberg che ci conferma l’esistenza del fenomeno».

Non solo precursori. Il protocollo firmato ieri mattina prevede anche un rigoroso rispetto degli orari di chiusura e della capienza autorizzata dei locali; il rafforzamento del numero degli operatori della sicurezza ed una maggiore collaborazione con le forze di polizia; la dotazione di defibrillatori e la presenza di ambulanze con personale specializzato. E ancora il divieto di vendita di alcol ai minori e la promozione di prezzi per incentivare le bevande non alcoliche.

C’è dell’altro. È stato assunto un altro impegno: quello di garantire adeguati sistemi di vigilanza, anche esterni, negli spazi riservati a parcheggio; di aumentare l’illuminazione pubblica intorno ai locali (e non solo a quelli di Gallipoli). Inoltre sarà esposto all’ingresso e all’interno dei locali un cartello (meglio se multilingue) in cui vi sia scritto: «In questo locale non è tollerato il consumo di sostanze stupefacenti. Qualunque caso verrà segnalato alle forze di polizia».

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