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Il locale di Briatore a Otranto

Twiga, dopo il sequestro
«fuga» dei vip dal Salento

Da Cristiana Capotondi a Paolo Rossi, da Antonio Carbini e Biagio Antonacci

Twiga, dopo il sequestrol'esodo dei vip dal Salento

MAURO CIARDO

OTRANTO - Centinaia di volti noti sono pronti a venire nel Salento per un passaggio al Twiga ma il sequestro frena tutti. Dal cantante Biagio Antonacci all’attrice Cristiana Capotondi, fino ai campioni del mondo di calcio come Paolo Rossi, sono tantissimi i vip del mondo del cinema, dello spettacolo, della musica e dello sport che aspettano di sapere se il cantiere di località Cerra verrà sbloccato e se ci sarà ci sarà l’inaugurazione della struttura con il marchio di Flavio Briatore. All’area sulla costa sono stati posti i sigilli lunedì dalla procura della Repubblica di Lecce per sospetto abusivismo edilizio.
A rivelare alcuni dei nomi che avevano assicurato la loro presenza a Otranto per l’imminente stagione estiva è Martina Cabrini, futura book manager del locale anche lei con il pre-contratto congelato in attesa di sviluppi. La 33enne coordinatrice è figlia del campione mondiale nella nazionale di calcio Antonio (che tra l’altro ha assicurato di voler presenziare all’inaugurazione) e nel suo curriculum ci sono lavori in molte strutture top in giro per il mondo, dalla Spagna al Medio Oriente. Ha lavorato per un anno presso Cipriani a Ibiza, poi per tre anni allo Yas Island di Abu Dhabi. In Italia ha operato nell’hotel Rouge international di Cervia (Emilia Romagna). È lei che dovrebbe gestire la rete di comunicazioni per portare a Otranto il maggior numero di turisti vip.
«Ci tengo molto a questo lavoro - anticipa Martina Cabrini - ho sposato in pieno questo progetto perché credo nella sua enorme potenzialità di attrarre qui a Otranto un continuo flusso di gente. Vip che richiamano altri vip con un passaparola impressionante che già era iniziato per la serata inaugurale prevista ai primi di giugno. L’obiettivo è quello di lavorare bene e soprattutto per il bene di questa città, che è un vero gioiello incastonato sulla costa adriatica».
L’influenza paterna avrebbe avuto il suo peso nei contatti. «Certo - ammette la manager - non nego che mio padre mi contatta continuamente per sapere se ci sono sviluppi su questa vicenda e anche lui si stava muovendo, attraverso le conoscenze e amicizie, per divulgare la notizia dell’imminente apertura di un locale esclusivo».
Il cartellone degli eventi che avrebbero calamitato l’attenzione sul Twiga era quasi pronto, ma anche le date e gli accordi con chi si sarebbe esibito sono stati messi in stand-by.
«Abbiamo messo su un team molto preparato - aggiunge Martina Cabrini - che era riuscito a predisporre un ricchissimo pacchetto da offrire. Avevamo già una bozza di calendario artistico con le date di alcuni eventi già stabilite ma per ora è tutto fermo. Mi auguro - è il suo auspicio - che la vicenda giudiziaria si sblocchi il prima possibile consentendo a imprenditori e dipendenti di offrire servizi di ottima qualità a un territorio che se lo merita. Stiamo aspettando tutti un segnale positivo e siamo molto fiduciosi, convinti che la magistratura saprà svolgere con assoluta correttezza il suo lavoro».

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