Il caso

Multe dell’autovelox annullate, il Comune di Lecce: «Le sentenze saranno impugnate»

Gaetano Gorgoni

L’amministrazione spera nell’aiuto di Palazzo Chigi per la pioggia di verbali sulla tangenziale est annullati per mancanza dell’omologazione degli apparecchi. L’opposizione: «Caso in Consiglio»

«Noi riteniamo di avere le carte in regola per poter contestare queste decisioni».

Le sentenze di annullamento delle multe elevate con l’autovelox della tangenziale est aumentano sempre di più (sono diventate 112, di cui 38 con condanna del Comune alle spese), ma il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, durante la Commissione bilancio di ieri, che ha approvato nuovi debiti derivanti da sentenze del giudice di pace, ha ribadito la linea dell’amministrazione: impugnare tutto in attesa che il governo nazionale venga in soccorso con un emendamento.

Il 15 gennaio scorso i dubbi dell’opposizione sull’opportunità di andare avanti, impugnando le sentenze che annullano le multe dell’apparecchiatura di rilevazione elettronica della velocità, «fino a una eventuale lite temeraria», sono stati chiariti dal dirigente comunale Francesco Magnolo: il Comune di Lecce non farà passi indietro.

Eppure sono solo 8 le multe impugnate fino ad oggi: dai bachi dell’opposizione si chiedono se ci sarà il tempo di impugnare tutti gli annullamenti.

L’amministrazione si allinea all’idea espressa dal comandante della polizia municipale e dirigente del settore mobilità, Donato Zacheo: resistere anche di fronte a una giurisprudenza consolidata. Adriana Poli Bortone ha spiegato che questa vicenda è legata alle decisioni che prenderà il governo, che sta lavorando a un nuovo provvedimento, un emendamento chiarificatore. Intanto l’opposizione ha presentato un ordine del giorno per riportare la discussione sull’autovelox in Consiglio comunale. Ieri mattina la minoranza ha rilanciato l’allarme sugli annullamenti delle multe derivanti dall’autovelox installato sulla tangenziale est in doppio senso di marcia.

Adriana Poli Bortone ha letto la nota del Ministero, che ritiene le pronunce della giurisprudenza non univoche e non costanti nel tempo. Da parte dell’esecutivo si considera l’interpretazione dei giudici, che annullano le multe elevate con macchinari autorizzati ma non omologati, troppo formalista. Il sindaco ha ricordato anche l’importanza del decreto Gentiloni, che nel 2017 ha invitato a fare riferimento alle procedure di approvazione finché non arriveranno le leggi che regoleranno le procedure di omologazione.

«Non è un problema di bilancio, non è un problema di introiti, che sono stati intorno agli 800mila euro, ma è un problema di sicurezza, perché su quel tratto abbiamo avuto anche qualche incidente mortale - ha affermato Poli Bortone - La diminuzione degli incidenti stradali, da quando c’è l’autovelox, e del 30 per cento». La prima cittadina ha anche riferito che l’autovelox leccese è stato censito dal Ministero tra quelli in regola perché correttamente autorizzati.

Ma il consigliere Pd Antonio Rotundo ha affermato che non c’è alcun elemento nuovo, neanche nei pareri del Ministero, che possa invertire la tendenza giuridica di annullamento delle multe. «La Cassazione ha sentenziato con chiarezza che le multe derivanti da apparecchiature non omologate sono invalide e che non basta l’autorizzazione ministeriale. E ha chiarito al governo che se vuole cambiare le cose deve fare una legge che modifichi l’articolo 142 del codice della strada - ha aggiunto - Ma il governo non vara il provvedimento di legge per tenersi buoni gli automobilisti e le associazioni dei consumatori». Nel frattempo, la Cassazione dà ragione ai giudici di pace.

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