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ll mare del Salento non conosce fine, ad agosto sold out

ll mare del Salento non conosce fine, ad agosto sold out

Lo splendido mare del Salento

Turisti italiani e stranieri garantiscono il pieno di presenze. De Santis (Federalberghi): «Soddisfatti, ma c’è qualcosa da rivedere»

18 Agosto 2022

Raffaele Fiorella

Famiglie, giovani, vip. Da tempo il Salento è tra le mete turistiche preferite dagli italiani. Anche quest’anno l'area meridionale della Puglia si conferma fra le più gettonate, nonostante la flessione di luglio nelle presenze non abbia risparmiato nemmeno il Sud della regione. Il bilancio è positivo: gli operatori del settore si dicono soddisfatti, ammettendo però che al termine della stagione in corso sarebbe opportuno aprire delle riflessioni per migliorare l’offerta, ricalibrarla, ottimizzarla.
«Fino a domenica prossima c’è il sold out, sto facendo fatica anche a trovare sistemazione per degli amici – spiega alla Gazzetta Mimmo De Santis, presidente di Federalberghi Lecce e amministratore di Serra degli Alimini a Otranto -. L’auspicio è che anche la settimana successiva vada altrettanto bene, dato che i primi sette giorni di agosto hanno seguito un po’ la scia del calo di luglio, dovuto al caro vita, al fatto che una fetta di turisti ha scelto come mete l’Albania, la Grecia o la Croazia, e soprattutto al Covid. Nel complesso siamo soddisfatti, comunque consapevoli che qualcosa da rivedere c’è».
Qual è il segreto di questo must della vacanza in Salento che dura da almeno vent’anni?
«Paesaggi splendidi, mare straordinario. Il versante adriatico è una perla, da Otranto a Santa Maria di Leuca. La costa ionica non è da meno. Offriamo spiagge, pinete, monumenti, enogastronomia, storia, cultura. L'entroterra è meraviglioso. Il segreto del successo è in questo, ma anche nelle capacità degli operatori, che hanno saputo costruire un’offerta turistica completa. Il salentino ha un cuore d’oro, siamo speciali per accoglienza e ospitalità. La promozione dell’immagine che è stata fatta nell’ultimo ventennio è stata determinante. Il passaparola tra le persone funziona: chi si è trovato bene consiglia agli amici di venire dalle nostre parti. Anche i social aiutano, ma bisogna stare attenti: il web può premiarti e al tempo stesso, in un battito di ciglia, distruggerti».
È tutto oro quel che luccica?
«No, perché anche da noi c’è qualcuno che fa delle porcate. Fortunatamente sono in netta minoranza. Mi riferisco a chi promette servizi che poi non garantisce, a chi chiede cifre che non corrispondono ai servizi offerti, a chi applica aumenti dei prezzi esagerati e ingiustificati. Non si può chiedere 2.500 euro per due settimane, a luglio, per una casa in periferia a Torre dell’Orso: vuol dire che aggiungendo la spesa per il servizio spiaggia, la ristorazione e altro, la vacanza costa quanto tre stipendi medi, una esagerazione intollerabile. L’offerta va calibrata anche secondo le capacità di spesa delle persone».
Che tipo di turisti scelgono il Salento?
«Gli italiani arrivano da ovunque: Sud, Centro, Nord. Anche molti pugliesi trascorrono le vacanze da noi, oltre ai tanti salentini che amano restare nella propria terra. A settembre e ottobre gli stranieri ci daranno una grossa mano a tenere viva la stagione, ma anche in questo mese di agosto riscontriamo presenze dall’estero in aumento: tedeschi, francesi, inglesi, olandesi, svedesi. Abbiamo famiglie con figli, coppie appena sposate, single, tanti giovani. Il settore alberghiero viaggia a velocità spedita. Quanto ai b&b e alle seconde case la proposta andrebbe un po’ più regolamentata e ordinata. Il riferimento deve essere sempre il rapporto qualità-prezzo: oltre ad apprezzare il nostro mare, il turista deve poterci scegliere perché è conveniente venire in vacanza da noi».
Previsioni per i prossimi due mesi?
«Settembre e ottobre possono aiutarci a rimediare al calo registrato a luglio. La stagione è partita bene: maggio e giugno in crescendo. A luglio c’è stata la brutta sorpresa della flessione di presenze. Dalla seconda settimana di agosto c’è il sold out, che ci auguriamo duri il più possibile».
Come può il Salento restare competitivo nel settore turistico, sempre più rilevante nell’economia del territorio?
«Analizzando ciò che non funziona, le ragioni della flessione di luglio, lavorando per migliorare. A settembre bisognerà fare le dovute riflessioni nei tavoli istituzionali, per poter correggere quello che non va, migliorare a 360 gradi, pensare, dopo due anni di pandemia, ad un’offerta strutturata su basi diverse, più equilibrata, attenta a tutte le esigenze e tasche».

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