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In Puglia e Basilicata

11 misure in tutto

Promesse di posti di lavoro in cambio di favori: 5 arresti nel Leccese, coinvolti pubblici ufficiali. Ai domiciliari ex assessore e consigliere Regione

Promesse di posti di lavoro in cambio di favori: 5 arresti nel Leccese, coinvolti pubblici ufficiali

Coinvolti anche i sindaci di Scorrano e Otranto e il dg della Asl Lecce. Undici indagati per ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici

07 Luglio 2022

Redazione online

LECCE - La Guardia di Finanza di Lecce sta eseguendo in queste ore alcune misure cautelari nei confronti di 11 persone (cinque ai domiciliari, quattro obblighi di dimora, un divieto di dimora e un divieto di esercitare attività imprenditoriale), indagate per ipotesi di reato di corruzione, traffico di influenze illecite e falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Gli arrestati sono l’ex assessore al Welfare della Regione nella giunta Emiliano, Totò Ruggeri, l’ex consigliere regionale di centrosinistra Mario Romano, Massimiliano Romano, Antonio Renna e Emanuele Maggiulli. Obbligo di dimora per il sindaco di Scorrano, Mario Pendinelli, ex consigliere Regionale di centrosinistra. Divieto di dimora per il sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi. Richiesta di interdizione per il direttore generale della Asl Lecce, Rodolfo Rollo. Divieto di svolgere attività professionale per Elio Quarta, Giantomaso Zacheo e Fabio Marra. Le misure sono state concesse dal gip Simona Panzera. Le indagini, svolte dai finanzieri della Compagnia di Otranto, sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce, pm Alessandro Prontera. Si sta anche procedendo alla notifica di ulteriori 10 informative di garanzia ad altrettanti soggetti coinvolti e sono in corso perquisizioni, anche nella sede dell’ospedale Panico di Tricase, e sequestri da parte della Finanza per ulteriori ipotesi di reato.

Secondo l’accusa, per il tramite di Mario Romano il gruppo avrebbe venduto posti di lavoro nella Sanitaservice di Lecce incassando tra i 3.000 e i 7.000 euro per ciascun candidato. Le indagini sembrano aver svelato un modus operandi grazie al quale il pubblico ufficiale indagato principale avrebbe posto in essere una serie di comportamenti per l’arricchimento personale, ma anche per assicurarsi e mantenere bacini di consenso elettorale attraverso una gestione di presidi di potere ormai consolidati in alcuni punti nevralgici della macchina amministrativa sia a livello provinciale, sia a livello regionale.

Si sarebbero promessi posti di lavoro da parte di alcuni pubblici ufficiali in cambio di utilità, e le persone di fiducia sarebbero state collocate in posizioni strategiche di svariati Enti pubblici.

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