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Nel Leccese

Copertino, l’ex procuratore Cataldo Motta ora è cittadino onorario

Copertino, l’ex procuratore Cataldo Motta ora è cittadino onorario

Nel corso della cerimonia anche un albero intitolato a Melissa Bassi

28 Maggio 2022

Giovanni Greco

COPERTINO - Cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria all’ex Procuratore della Repubblica di Lecce, Cataldo Motta. La manifestazione avverrà domenica prossima alle 20 nel parco intitolato a Melissa Bassi, in occasione dei dieci anni dell’attentato alla Falcone-Morvillo di Brindisi in cui perse la vita giovane studentessa e rimasero ferite altre dieci coetanee. All’epoca fu l’ex procuratore Motta, infatti, a dirigere le indagini di quel grave attentato stragista. Alla cerimonia saranno presenti lo stesso Cataldo Motta, i genitori di Melissa, il sindaco Sandrina Schito e rappresentanti delle Forze dell’ordine che procederanno alla messa a dimora di un albero di magnolia, simbolo di dignità e perseveranza. Previsto, inoltre, un intervento musicale del tenore Salvatore Cordella, del pianista Leonardo Angelini, del mimo Luca Mazzei e la partecipazione degli studenti dei Comprensivi cittadini. La decisione del conferimento della cittadinanza all’ex procuratore è stata assunta all’unanimità il 16 ottobre 2018 dal Consiglio comunale di Copertino, su proposta dell’allora vicesindaco, Laura Alemanno, con la seguente motivazione: “Per aver concorso, quale figura di Magistrato sempre in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, ad affermare nel Salento il valore della cultura della legalità, rappresentando sin dagli anni ottanta, un autentico baluardo contro la criminalità organizzata, contraddistinto altresì dal suo amore smisurato per la legalità e giustizia e da una grande dedizione al lavoro ed alla toga onorata per più di quaranta anni”.Motta è stato il primo a identificare compiutamente la struttura mafiosa della SCU, avviando il relativo procedimento penale a carico di oltre trecento persone concluso con la condanna di quasi tutti gli imputati. Ha diretto indagini per gli omicidi commessi nell’ambito della “Quarta mafia” in provincia di Lecce e sui rapporti tra criminalità organizzata dell’Est e quella italiana nei traffici di esseri umani, della prostituzione, delle armi e degli stupefacenti.

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