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In Puglia e Basilicata

il caso

Villette abusive, nel Salento 17 sequestri e 35 denunciati dalla Procura

diso

Le strutture si trovano di fronte la cosiddetta “Cala dell’Acquaviva” e sono prive delle autorizzazioni

18 Maggio 2022

Redazione online

LECCE - Quasi due anni di indagine sono la testimonianza dell’attività lunga e complessa portata avanti e conclusa dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce sotto la direzione della pm Maria Vallefuoco, attività che ha portato a deferire all’autorità giudiziaria ben 35 persone a vario titolo, per il reato di “Lottizzazione Abusiva” ovvero per illecita trasformazione urbanistica ed edilizia in area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Le indagini partite da una segnalazione anonima si sono concentrate su una tra le più belle e suggestive località del Salento denominata “Marina dell’Aia” del Comune di Diso (LE), un declivio naturale posto di fronte la cosiddetta “Cala dell’Acquaviva”.
L’area interessata ha un’estensione di circa 25.000 mq e degrada verso il mare con pendenze in alcuni tratti del 20 – 30 %.
Le indagini si sono concentrate oltre che su attente analisi della vincolistica che caratterizza l’area, anche sugli iter procedurali amministrativi adottati ai fini della pianificazione territoriale e al conseguente rilascio dei vari permessi di costruire.
Sembrerebbe infatti che l’Ufficio Tecnico, nelle persone dei responsabili, avrebbe proceduto al rilascio dei vari permessi a costruire sulla base di un piano particolareggiato “marina dell’Aia”, inficiato dall’assoluta assenza di atti presupposti e prescritti per legge quali il parere paesaggistico, rilasciato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Lecce e inoltre visto che trattavasi di rilevante intervento occorreva la sottoposizione dello stesso a procedura di Valutazione Ambientale Strategica ( VAS ) di cui all’art.6 del D.lgs. 152/2006.

Oltre alle suddette mancanze formali risultano anomalie sostanziali infatti la quasi totalità delle opere edilizie presentano irregolarità in quanto realizzate mediante riporti e sbancamenti non autorizzati o autorizzabili nell’area. Risulterebbe inoltre che sarebbero anche stati rilasciati permessi a costruire in zone ricadenti nel Parco Naturale Regionale denominato “Costa Otranto – S. Maria di Leuca e bosco di Tricase”, dove la stessa L.R. n.8 del 2006 che regolamenta e autorizza al suo interno le sole attività agricole, forestali e pastorali, stabilisce il divieto assoluto di edificazione e di mutamento della destinazione dei terreni.
A pochi giorni dalla pubblicazione della relazione annuale della Regione sugli abusi edilizi, dove il Salento si conferma la provincia più colpita, questa attività vuole essere una risposta da parte dei Carabinieri Forestali a contrasto delle continue aggressioni al territorio con conseguente consumo di suolo, cementificazione e depauperamento delle matrici ambientali.

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