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La tragedia

Pisignano, operaio 35enne muore schiacciato da tubo in gasdotto Cantiere sequestrato Pm: «Omicidio colposo»

Il cantiere del gasdotto

In uno dei cantieri per i lavori propedeutici alla realizzazione del gasdotto Snam di interconnessione tra Tap e la rete italiana di trasporto del gas

27 Maggio 2020

Redazione online (foto Toma)

LECCE - Un operaio ha perso la vita in un incidente sul lavoro avvenuto a Pisignano, frazione di Vernole in uno dei cantieri per i lavori propedeutici alla realizzazione del gasdotto Snam di interconnessione tra Tap e la rete italiana di trasporto del gas.

La vittima è Simone Martena, di 34 anni, che lavorava come saldatore nella ditta tedesca Max Streicher che sta realizzando un tratto del gasdotto Snam di interconnessione Tap.
L’incidente è avvenuto nei pressi della strada Pisignano-Castrì dove si stanno posando i grossi tubi di acciaio dal diametro di 1,40 m, che vengono mano a mano saldati.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato schiacciato dal macchinario «pipe welder» che sposta i tronconi di tubi e li posa nella trincea già scavata.

CANTIERE SEQUESTRATO - Il procuratore aggiunto di Lecce, Elsa Valeria Mignone, ha disposto il sequestro «del lotto 1 Lecce» del gasdotto Snam all’interconnessione con Tap, nei pressi della strada provinciale Pisignano-Castrì, dove questa mattina è morto in un incidente sul lavoro Simone Martena, saldatore di 34 anni di Squinzano.

I carabinieri hanno posto sotto sequestro anche il macchinario pesante (un Pipe Welder) sotto il quale è rimasto schiacciato l’operaio. Il macchinario sposta i tronconi di tubi e li posa nella trincea già scavata dove avviene la saldatura. Sull'accaduto è stato aperto un fascicolo d’inchiesta a carico di ignoti per omicidio colposo.

La Società - si legge in una nota - in tutte le sue componenti profondamente addolorata per l’accaduto, si è subito attivata per supportare le autorità competenti nello svolgimento degli accertamenti necessari e si è messa in contatto con la famiglia della persona scomparsa, per fornire ogni tipo di sostegno.

IL CORDOGLIO DEL GOVERNATORE DELLA PUGLIA - “La morte sul lavoro di Simone Martena è una tragedia che si sarebbe dovuta evitare. È incredibile che nel cantiere più sorvegliato di Italia e con un’azienda europea come quella dalla quale dipendeva Simone Martena si sia potuto verificare un simile incidente. Dovranno rendere conto alla famiglia, alla Magistratura e a tutta la Regione Puglia di quanto accaduto. Questo non è il momento delle polemiche, ma del dolore. Ma nessuno pensi che dimenticheremo quanto accaduto. Alla famiglia e ai suoi compagni di lavoro esprimo la mia vicinanza più totale e il dolore di tutta la Puglia”.

L'ARCIVESCOVO SECCIA - “Un’altra giovane vita spezzata sul suo posto di lavoro. Una morte inaccettabile quella di Simone Martella che ci chiama per l’ennesima volta ad una presa di coscienza comunitaria e il cui sacrificio invoca le istituzioni a fare una volta per tutte un salto di qualità nell’affrontare il tema della sicurezza sul lavoro, non solo in termini legislativi ma come tema che chiama in causa la responsabilità sociale: va fermata questa strage silenziosa ma cruenta allo stesso modo di una guerra”.
Lo ha dichiarato l’arcivescovo Michele Seccia non appena appresa la notizia della morte del giovane Simone Martena, il 35enne di Squinzano, deceduto in seguito ad un incidente sul lavoro sul cantiere di interconnessione Snam-Tap nel territorio di Vernole.
“E' un peccato grave non investire in sicurezza e prevenzione - prosegue mons. Seccia - mettendo a rischio la vita di tante persone che pur di sopravvivere in una terra affamata di lavoro si accontentano anche di condizioni inaccettabili. Saranno le autorità competenti a stabilire le responsabilità di quanto accaduto ma noi cristiani non possiamo lavarcene le mani. Siamo tutti corresponsabili quando un giovane ci lascia come è successo per Simone perché il lavoro è per la dignità della persona. Il lavoro è per la promozione umana. Il lavoro è per la vita”

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