Mercoledì 20 Marzo 2019 | 10:33

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il sindaco di Lecce

Salvemini minacciato
ora indaga la Polizia

«Ti uccido», la frase rivolta da un ambulante al sindaco

Salvemini minacciato ora indaga la Polizia

Fabio Casilli

Si sarebbe avvicinato al sindaco per minacciarlo, addirittura di morte, davanti a diversi testimoni. E ora indaga la Digos. Protagonista dello spiacevole episodio, sabato scorso, in piazza Libertini un ambulante al quale non sarebbe stato rinnovato il permesso per la vendita in centro. L’uomo si è avvicinato a Carlo Salvemini, che era in giro con familiari ed amici. E ha iniziato a rivolgergli parole pesanti, tra cui l’esplicita minaccia di morte in dialetto: “A tie te ciu”.

In piazza Libertini, peraltro, c’era tanta gente attirata da «Mi Games», l’evento multisport più importante d'Italia, organizzato a Lecce nello scorso fine settimana.

Anche considerata la presenza del figlio, il sindaco ha evitato di dar spago alle invettive dell’ambulante, allontanandosi da lui. Ma l’uomo ha proseguito con le male parole. E ora il primo cittadino starebbe valutando se presentare denuncia. Ma ovviamente le indagini della Questura sono in corso, essendosi verificato l’episodio in un luogo pubblico e alla presenza di testimoni. Non è la prima volta che Salvemini riceve per cosi dire degli «avvertimenti». È già accaduto proprio all’ufficializzazione della notizia del trasferimento dei commercianti da piazza Libertini alla zona di Settelacquare. E qualche giorno dopo era stato dato fuoco proprio ad alcuni box, vicini al mercato coperto, e destinati ad accogliere gli ambulanti. Episodi non collegati tra loro, ovviamente, ma che descrivono un clima non proprio sereno.

A Salvemini è arrivata ieri la solidarietà di tanti, soprattutto via social. Compresa quella dell’ex sindaco Paolo Perrone: «Sono vicino a Salvemini - ha scritto Perrone - Conosco questo mestiere e quello che comporta, comprese pressioni e minacce dal contenuto estremo come questa. Spesso sono dettate dalla disperazione, che ovviamente non le giustifica. Il mio consiglio al sindaco è di lavorare senza condizionamenti e con il massimo dell'impegno».

Anche l’ex consigliere comunale Giovanni Castoro ha espresso «piena solidarietà e vicinanza a Salvemini, insieme ai tanti cittadini che biasimano questi atteggiamenti di minaccia nei confronti del primo cittadino. Bisogna essere consapevoli che tutto ciò che cambia molto spesso non trova accoglienza da pare di coloro che vivono al di fuori degli schemi delle regole democratiche. Ma c’è una città che cambia e che plaude a questo nuovo rinnovamento».

Solidarietà anche dallo “Sportello dei diritti”. «Non ci sono note - rileva il presidente Giovanni D'Agata - le motivazioni di un simile gesto, che condanniamo in modo assoluto in ogni caso. Perché è giusto criticare chi amministra la cosa pubblica, come facciamo noi da anni, senza guardare in faccia a nessuno e ad alcun colore politico, ma da qui a passare alle vie di fatto nei confronti del primo cittadino della più importante città del Salento è atto gravissimo che va censurato e che ci auguriamo che non si ripeta. Ecco perché esprimiamo tutta la nostra solidarietà al politico e all’uomo e lo invitiamo ad andare comunque avanti nel tentativo dell’opera di cambiamento in una città in cui sono sedimentati sistemi e gruppi di potere che sono difficili da scrostare».

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