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Lecce

Xylella, clonati 25 olivastri: è caccia alla pianta immune

I ricercatori analizzeranno la reazione dei super selvatici alla fastidiosa

Xylella, clonati 25 olivastri: è caccia alla pianta immune

Batterio inoculato in 25 olivastri

LECCE - Hanno superato ben cinque test anti-xylella. E ora 25 olivastri (olivi selvatici) saranno clonati e dopo aver «incamerato» una dose «strong» del batterio, inoculato artificialmente, verranno piantati nelle zone più «bruciate» del Salento.

Un test fondamentale per trovare il campione di resistenza alla «fastidiosa», il «selvatico» che proprio per la sua unica combinazione genetica potrebbe risultare del tutto insensibile alle minacce del batterio che ha ormai distrutto quasi tutto il «bosco» degli ulivi del Tacco d’Italia.

L’esperimento, su intuizione dell’agronomo e presidente del Consorzio Dop Terra d’Otranto, Giovanni Melcarne, è condotto sotto l’egida dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) del Cnr di Bari, giudato da Donato Boscia.

«Tra gli oltre 50 olivastri di partenza sono stati selezionati quelli più interessanti dal punto di vista agronomico e produttivo - spiega Melcarne - Abbiamo anche raccolto e molito le olive di una parte di essi per testare la resa e le caratteristiche chimico-organolettiche degli oli. Ora auspichiamo che almeno uno, o anche più, di questi olivastri selvatici possano superare i test di patogenicità. La speranza è che nella naturale combinazione genetica ci sia un genotipo resistente al batterio e persino immune».

La soddisfazione per gli olivicoltori locali sarebbe quella di individuare una nuova cultivar di origine salentina sulla quale puntare per ricostruire non solo le aziende dal punto della produttività ma l’intero paesaggio di Terra d’Otranto, ora seriamente compromesso.

«Sarebbe la prima volta - aggiunge Melcarne - che in un dramma fitosanitario di questa portata un territorio riesca ad esprimere una pianta autoctona immune. E ci sono tutte le condizione perché questo avvenga».

Intanto sono cominciati i controlli per verificare l’applicazione delle misure di contenimento di xylella fastidiosa. Entro il 30 aprile, sia i privati che gli enti pubblici doveva provvedere alle sfalciature e alla rimozione meccanica delle erbe per ridurre la popolazione della «sputacchina», responsabile della trasmissione del batterio killer da un ulivo all’altro. Per chi non ha ottemperato questo obbligo il rischio è ora di ricevere una multa salata.

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