«Il nuovo formato - spiega il direttore responsabile Giuseppe De Tomaso - comporta una riconsiderazione del giornale, il cosiddetto semilenzuolo rendeva difficile una logica più indirizzata all'approfondimento, alla pagina manografica, mentre un quotidiano più maneggevole, oltre ad aiutare la lettura può essere più congeniale ad una informazione che deve affrontare la sfida delle news on-line. Ciò significa puntare all'analisi, all'approfondimento, all'inchiesta, al commento, un po' tutto quello che è dietro la notizia».
«E' ormai superata l'impostazione tradizionalista basata sulla riproposizione, il giorno dopo, delle notizie che sono state già apprese da tv e on-line - insiste De Tomaso -, questo impone un giornale che oltre ad essere maneggevole deve offrire una informazione più ragionata, più di riflessione, sconfiggendo il luogo comune che vorrebbe una ineluttabile riduzione dei lettori della carta stampata, come dimostra la realtà estremamente variegata del settore: l'importante è non farsi trovare spiazzati guardando ai cambiamenti, lo stesso lettore di fronte al bombardamento televisivo e mediatico in generale avverte la necessità di riflessione, di un maggior approfondimento, di un giornale più pensato. Se in passato i giornali avevano la missione di rappresentare una sorta di specchio della realtà - conclude il direttore responsabile della Gazzetta del Mezzogiorno - il giornale colorato privilegia come una sorta di macchina fotografica quale immagine proporre, dove e su cosa puntare l'obiettivo».
STAMPATO IL NUMERO ZERO
Oggi è stato stampato il numero zero del nuovo formato della «Gazzetta del Mezzogiorno». Nel nuovo giornale sarà approfondita l'informazione locale, spiega il direttore Carlo Bollino, «con un dorso interno ma spillato, separato dal dorso nazionale, la foliazione base sarà di 56 pagine ma che sarà adattata giornalmente avendo la possibilità di stampare un'edizione sino a 112 pagine».
«Il formato tabloid - sottolinea ancora Bollino - implica un cambiamento radicale della grafica e di impostazione dei contenuti del giornale, signica fare inchieste, reportage, pagine monotematiche che si collocano meglio in un formato più compatto quale è il tabloid».
«Il cambiamento del formato è stata imposto da molte ragioni, dagli inserzionisti pubblicitari, la necessità di un formato più maneggevole - rileva ancora il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno - d'altra parte abbiamo provato negli ultimi mesi a cambiare avvicinandoci in maniera graduale, assieme ad un modo diverso di fare l'approfondimento abbiamo reintrodotto delle colonnine con notizie in breve che servono a compensare quell'apparente minor spazio che il formato tabloid rappresenta proprio per soddisfare quel notiziario minimo di cui il lettore della 'Gazzetta del Mezzogiorno' è fruitore. La parola d'ordine sarà quello di fare scelte perchè lo impone il formato ed anche il mercato - conclude Carlo Bollino - intanto dai riscontri di vendite fatte nelle ultime settiamne, rapportando i cambiamenti già avviati, i segnali sono incoraggianti, facendo approfondimenti, con un taglio che guarda lontano ma anche più da vicino il territorio, il riscontro lo cogliamo».















