L’abecedario delle forme
Se l’arte di costruire si fa parola
L’architettura è composizione. Forme che si descrivono con le parole e raccontano emozioni. Proviamo a comporre un abecedario
L’architettura è composizione. Forme che si descrivono con le parole e raccontano emozioni. Proviamo a comporre un abecedario.
ARTE
L’architettura è arte che si vive. In questo differisce dalle arti pure che hanno come fine la contemplazione estetica. Vitruvio parla di Utilitas, Firmitas e Venustas individuando i tre aspetti che caratterizzano e definiscono l’architettura.
BUGNA
Pietra di rivestimento sagomata che dal piano della facciata si protende verso lo spazio. Una magica macchina di ombre.
CONTESTO
Somma di ciò che è stato, che è e che sarà. Chiede all’architetto di essere ascoltato. Racconta una storia narrando la vita. Esige rispetto quando una nuova costruzione si inserisce dentro il suo tessuto complesso.
DISEGNO
Rivelazione dell’architettura, prima della costruzione, che resiste nel tempo. È il segno grafico del progettista quando la sua idea si fa concreta. È la memoria che resta, anche quando l’edificio non esiste più.
EFFIMERA (Architettura)
Architettura che c’è in un momento e poi scompare lasciando traccia di sé. Fa i conti con il concetto di durata dell’opera. Celebra e racconta un momento. Cristallizzata.
FINESTRA
Varco dal quale si osserva il mondo. Da quel varco il mondo penetra nell’universo dell’architettura. Non è né dentro né fuori, ma è il punto di passaggio. Dalla finestra l’interno smette di essere chiuso e respira.
GRAVITÀ
«La gravità è una forza testarda; la sfida: renderla leggerissima» (Renzo Piano). Dialoga continuamente con l’architettura e l’architetto la prende a pretesto per costruire un linguaggio: enfatizzandola o sfidandola.
HIGH-TECH
Stile architettonico risalente agli anni ’70 in cui la tecnologia si fa linguaggio. Impianti, giunti e strutture non vengono nascosti, ma celebrati. Etimi di un’architettura che non teme di raccontare come l’edificio funziona e sta in piedi.
IMMAGINAZIONE
«La fantasia, l’invenzione e la creatività pensano, l’immaginazione vede» (Bruno Munari). L’arma in più dell’architetto. Gli occhi sognanti dei progettisti vedono ciò che ancora non esiste, ma che potrebbe essere.
LUCE
Forza astratta che plasma i volumi. È il materiale intangibile attraverso il quale si rivela lo spazio ancora prima di attraversarlo. Accarezza muri e superfici modellandoli senza scalfirli.
MODULOR
A misura d’uomo. Sistema di misure antropometriche per dare dimensione agli spazi. L’inventore? Le Corbusier. È il dialogo tra il corpo umano e lo spazio che nella sua armonia diviene necessario. È la promessa dell’architettura di essere creata per l’uomo.
NODO
Punto d’incontro di elementi e forze. Il pilastro e la trave si incontrano e decidono di stare insieme. È il momento in cui l’architettura trova il suo equilibrio con la natura, per restare in piedi.
OMBRA
Negazione della luce. Rivela forme e dà profondità raccontando il trascorrere dei giorni e delle stagioni. Senza ombra l’architettura è solo una superficie senza vita.
PARAMETRICA (Architettura)
Approccio progettuale che con l’aiuto del pc disegna forme dinamiche in cui è raccontata la complessità del contemporaneo.
QUOTA
Dimensione. Simbolo grafico che comunica come l’architettura entra nello spazio. Non è solo un numero, ma è la descrizione di quello che sarà.
RECINGERE
Gesto primordiale dell’uomo per proteggersi e definire il suo spazio fisico. Trasforma lo spazio in luogo, dentro il quale sussistono sicurezza, cura, vita.
SCHIZZO
Disegno rapido. Sintesi ed essenza dell’architettura. È il gesto veloce e libero, senza regole geometriche o limiti di pensiero; è esplorazione; è creatività; è sogno.
TRIFORA
Finestra tripartita che divide il paesaggio in tre fotogrammi. È composta da colonnine che sono struttura e ornamento. È una micro-architettura nella facciata.
URBANISTICA
Progetto della città, dei suoi edifici e di ciò che avviene negli spazi fra le costruzioni. Non riguarda solo un fenomeno fisico, ma soprattutto un sistema immateriale di storia e relazioni. L’urbanista ascolta il passato, interpreta il presente e immagina il futuro.
VUOTO
Nel dialogo con i pieni scandisce il ritmo dell’architettura. Non può esistere pieno senza vuoto. È il luogo dell’attesa, ma anche del movimento. Con un po’ di immaginazione.
ZERO (Energy)
Quando l’architettura smette di nuocere alla natura. Essa vive da sé attraverso equilibri di risorse senza chiedere nulla.