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In Puglia e Basilicata

Comune contro Regione

Inceneritore, il «giallo» dei rifiuti
Amiu e il contributo di 10 milioni

Modugno, guerra sull'inceneritoredenunce, ricorsi e scontro politico

Sindaco Bari pronto a fare ricorso contro Aia. Nessun obbligo da parte dell'Amiu. Le carte ufficiali: l'azienda di igiene da sola garantirebbe progetto. L'investimento ammesso da Puglia Sviluppo a giugno scorso

07 Febbraio 2018

NICOLA PEPE

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, questo pomeriggio ha scritto una nota ufficiale all’avvocatura comunale per attivare le procedure  dell’eventuale ricorso, da presentare nel caso in cui non si riaprisse la procedura AIA, contro l’approvazione del progetto dell’impianto di trattamento dei rifiuti della Newo mediante il trattamento di "ossicombustione", ovvero incenerimento mediante ossigeno, procedura ritenuta «unica al mondo» - come indicato nel progetto - dunque da considerarsi sperimentale. Contestualmente il sindaco ha fatto richiesta di accesso agli atti presso la Sezione competitività e ricerca dei Sistemi Produttivi della Regione Puglia per verificare la documentazione, presentata dall’azienda, utile alla concessione di un cospicuo finanziamento pubblico da parte di Puglia Sviluppo per la realizzazione di suddetto impianto.

Allo stesso tempo, è stata trasmessa a Puglia Sviluppo e alla Sezione regionale succitata, la nota in cui l’Amiu Puglia dichiara al Comune di Bari di non “avere in essere alcun rapporto contrattuale con la società Newo, nè alcun accordo di collaborazione, né impegno che preveda il conferimento dei rifiuti biostabilizzati presso l’impianto di ossidocombustione a realizzarsi”. Con la stessa nota si invitano gli stessi uffici, ciascuno per le proprie competenze, ad accertare se nella procedura di finanziamento avviata dalla NEWO S.p.A. sia assunto a fondamento del Piano economico e finanziario presentato il conferimento di RSU da parte dell’AMIU Puglia Spa (anche se trattati).

Le carte ufficiali dicono questo. Il progetto proposto dalla Newo risulta ammesso a finanziamento nel giugno del 2017 da Puglia sviluppo, subordinando il tutto al rilascio delle autorizzazioni. A fronte di un investimento di oltre 20 milioni di euro è previsto un contributo pubblico di oltre 10,6 milioni di euro. Nel documento, che alleghiamo e rendiamo noto trattandosi di un provvedimento pubblicato sul Burp della Regione Puglia - è scritto che «principale fornitore del rifiuto sarà Amiu Puglia che rappresenta circa il 20% del mercato regionale, la cui collocazione rispetto all'impianto Newo consentirebbe sinergie operative e di costo, in considerazione che la sola quantità gestita da Amiu Puglia sarebbe sufficiente a saturare l'intera capacità produttiva dell'installazione proposta». A scando di equivoci, nel progetto PIA (pag. 38883 del Burp n. 82 del 13 luglio 2017) è scritto testualmente: Collocazione del sito produttivo limitirofo alla sede produttiva Amiu Bari QUALE PRINCIPALE FORNITORE DEL RIFIUTO al fine di eliminare il traffico veicolare relativo al conferimento finale del rifiuti...». Qualcuno non dice la verità. Vien da chiedersi, infatti: può una impresa assumere un impegno così importante senza avere la garanzia della materia prima?

L'impianto, in base al progetto, dovrebbe trattare frazioni differenziate non ottimizzate, frazioni non avviabili al recupero e/o delle frazioni di risulta dalle operazioni di recupero di materia, flussi non differenziati o non differenziabili a valle degli impianti di tritovagliatura meccanica e nella gestione dei rifiuti indifferenziati tal quale. «L'installazione produttiva - si legge nel piano ammesso a finanziamento - si basa sulla tecnologia di ossicombustione pressurizzata senza fiamma al fine di ottenere materiale vetroso (circa 20mila tonnellate l'anno), utilizzabile in sostituzione di materia prima vergine nel settore edilizio e trattare circa 60mila tonnellate l'anno di frazione solida attualmente inviate in discarica oltre che circa 23mila tonnellate di acque di scarto attualmente smaltire presso impianti terzi autorizzati».

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