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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Operato, ragazzo materano
potrà seguire la scuola da casa

accordo

di ENZO FONTANAROSA

MATERA - Adesso Francesco, il nome è di fantasia, potrà meglio vivere la sua quotidianità scolastica grazie a una migliore connessione internet. Potrà, infatti, continuare a seguire le lezioni e l’attività didattica da casa sua, dov’è convalescente, ma come se fosse in classe grazie a un più efficiente collegamento Skype garantito da un accordo tra la scuola che frequenta e l’associazione “Gian Granco Lupo - Un sorriso alla vita”, la Onlus sempre in prima fila quando si tratta di aiutare chi ha bisogno. Ma andiamo per gradi. Francesco è un adolescente che risiede in provincia ed è costretto a rimanere a casa, per ritornare a essere il giovane leone che è, dopo un delicato intervento. La convalescenza, dunque, gli impedisce di frequentare la scuola del suo paese.
Per garantirgli l’apprendimento in questa situazione di difficoltà, gli è stata già, subito dopo l’inizio dell’anno scolastico, attivata la cosiddetta istruzione domiciliare, tale da garantirgli il diritto allo studio. Con in più, potenza della tecnologia telematica, la possibilità di un recupero psicofisico anche mantenendo i rapporti col mondo della scuola, e dunque con tutti gli insegnanti e i compagni.

Francesco è un alunno di scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo “Ten. Rocco Davia”, che ha la sede centrale a Salandra e a cui sono associate le scuole di Calciano e San Mauro Forte. Peccato che nel luogo in cui vive la potenza delle rete si sia dimostrata insufficiente e spesso inidonea perché ciò potesse avvenire in modo adeguato. Ne parliamo con il dirigente scolastico Elena Labbate, reggente a Salandra del Comprensivo, e dirigente dell'Ic “Don Gallucci” di Miglionico (che ricomprende anche Pomarico e Grottole).
«Il progetto d’istruzione domiciliare è partito già a fine ottobre e prevede che alcuni docenti, in particolare di Italiano, Matematica e Inglese, si rechino a casa dell’alunno – spiega la prof.ssa Labbate –. Per le altre lezioni ci siamo attivati con un collegamento Skype, il quale necessita di una connessione Internet che, al momento, è debole e “ballerina” nel plesso frequentato dall’alunno prima dell’intervento e, pertanto, non ci permetteva un collegamento efficiente ed efficace».

C’è però la previsione, oltre il singolo caso, «di potenziare la “rete”, ma i tempi burocratici sono lunghi. Così, nell'immediato, l'associazione “Lupo” ci ha messo a disposizione un router completo di scheda “Sim” e al pagamento del canone mensile per la durata dall’attivazione del servizio da parte del gestore e fino al termine delle attività didattiche a giugno, quando il tutto sarà restituito alla Onlus». Tutto ciò «nell'immediato ci permette dei collegamenti Skype buoni e di ottima qualità. In questo modo diamo la possibilità al ragazzo di avere un contatto con la classe attraverso il collegamento Skype, che è per alcune ore calendarizzate e programmate in coordinamento con le attività a casa». Per la prof.ssa Labbate «non è la mia prima esperienza con l’attività di istruzione domiciliare, in questi anni mi è capitato già; di certo è la prima con Skype». Quest’ultimo, ricordiamo, è un programma che permette di effettuare telefonate tramite Internet e per un adolescente di oggi, in quanto “nativo digitale” è una modalità di apprendimento per nulla inusuale.

«Rendere veramente possibile l’apprendimento a distanza consente al ragazzo di vivere i momenti scolastici con la sua classe senza perdere i contenuti culturali delle discipline – commenta Michele Lupo, l’insostituibile presidente della Onlus “Un sorriso alla Vita” –. La nostra associazione, sempre pronta a venire incontro a chi vive un disagio, ci ha tenuto in particolare affinché questo giovane viva in tranquillità il diritto allo studio e un momento socializzante con i suoi compagni inserito e integrato perfettamente in un contesto classe grazie alla tecnologia». E questa è ancora una storia in cui il privato, attraverso una benemerita associazione impegnata nel sociale, va in aiuto del pubblico. In alcune aree del nostro territorio, al giorno d’oggi, si può percorrere il web solo su “sentieri” telematici».

E tra Bari e Matera, intanto, ci sono 60 milioni di euro quelli destinati alla ricerca perché si percorrano sempre più veloci quelle nuove “autostrade” promesse dalla tecnologia 5G, che consentirà una capacità trasmissiva 10 volte superiore a quella attuale per cui saranno sperimentati così servizi innovativi in settori quali la sanità, l’industria 4.0, il turismo, la cultura, l’automotive e la sicurezza stradale.

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