Giovedì 18 Agosto 2022 | 10:22

In Puglia e Basilicata

inquinamento a taranto

Wind days, oggi e domani
scuole chiuse ai Tamburi

wind day

Due giorni di fila salvo revoche segnalate da Arpa. Problema irrisolto

17 Gennaio 2018

di GIACOMO RIZZO

TARANTO - Oggi e domani – salvo revoche che saranno indicate sul sito di Arpa Puglia - scuole e finestre chiuse al rione Tamburi per i Wind days. Sui cancelli degli istituti Vico e Deledda è stata affissa la comunicazione della dirigente scolastica Elisabetta Scalera. Il vento proveniente da nord ovest spingerà verso il quartiere le polveri dei parchi minerali dell’Ilva, aumentando i rischi per la salute, soprattutto per le fasce considerate deboli: bambini e anziani. I primi non andranno a scuola, ma dovrebbero rimanere barricati in casa. I secondi non scenderanno al bar a giocare a carte o a chiacchierare su una panchina. Non dovrebbero. Si tende a fare ironia, ma i pericoli sono reali. E il problema non si risolve. I lavori di copertura dei parchi minerali, se e quando dovessero mai iniziare, durerebbero due anni. Nel frattempo il quartiere, ma sarebbe meglio dire l’intera città, resta sotto schiaffo.

Dall’«Aggiornamento degli studi sugli effetti a breve termine dell’inquinamento atmosferico, con riferimento ai wind days a Taranto e valutazione del contributo di tipo industriale», redatto dal Centro Salute Ambiente di Taranto, sarebbe emerso – secondo quanto citato dagli ambientalisti nei mesi scorsi – un aumento dei decessi nelle giornate in cui il vento proviene dall'area industriale (nord-ovest) . Si tratta però di dati statistici e non epidemiologici. Oltre agli effetti sanitari in termini di mortalità, si calcalcolano quelli in termini di ricovero ospedaliero. Poi va considerata la maggiore tossicità delle polveri che ricadono sul quartiere Tamburi rispetto alle polveri di altre città.

Già a novembre del 2015 Peacelink aveva fatto un semplice calcolo ed aveva contato 21 giorni consecutivi di «wind days». L’associazione ambientalista aveva quindi chiesto all’allora sindaco Ezio Stefàno di avvisare i cittadini per informarli dei rischi sulla propria salute. Fu l’Asl a rispondere consigliando ai soggetti con particolari patologie di chiudere le finestre durante gli orari di picco (prima delle ore 12 e dopo le ore 18) delle polveri sottili.

L’associazione ambientalista ha più volte sollecitato l’osservatorio sulla mortalità in tempo reale. Nel gennaio 2017 ci furono 267 decessi rispetto – ha segnalato Peacelink - ai 190 attesi, con un incremento del 38 per cento.

Il 3 gennaio scorso il Consiglio Comunale di Taranto ha approvato una mozione diretta ad ottenere la realizzazione degli impianti di filtrazione dell’aria indoor all’interno delle scuole del quartiere Tamburi, che impegna il sindaco Melucci e la Giunta ad «avviare una interlocuzione, nel più breve tempo possibile, con il Commissario straordinario per le Bonifiche Corbelli, finalizzata al reperimento dei fondi utili alla realizzazione degli impianti». L’assessore ai Lavori Pubblici, Aurelio Di Paola, ha spiegato che sarà necessario «che tali risorse siano adeguate a coprire, oltre che i costi di installazione degli impianti, gli elevati costi di manutenzione degli stessi dovuti alla necessità di ricorrenti pulizie e sostituzioni dei filtri».

A fine novembre fu bocciata invece la mozione del Movimento Cinque Stelle che chiedeva al sindaco Melucci di «fermare interamente l’area industriale a ridosso del quartiere Tamburi con particolare attenzione agli impianti ed ai nastri trasportatori e di mezzi che determinano l’innalzamento di quantità pericolose di polveri che successivamente si disperde nell’ambiente». Secondo i consiglieri grillini il provvedimento del sindaco sulla chiusura delle scuole quando il vento soffia forte «non ha alcun senso perché comunque i cittadini che aspettano i bus respirano ugualmente le polveri, anche chi lavora nei supermercati e così via. I bambini hanno già perso diversi giorni di scuola e così si lede il diritto allo studio». Il minerale insomma non entra solo nelle scuole e per questo bisognerebbe intervenire «sulle sorgenti inquinanti e non sui cittadini». Una situazione definita sul web «vergogna nazionale»,

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725