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idee, proposte e candidati in vista delle politiche

Dal Pd alle liste di destra
la sfida del voto giovanile

Dal Pd alle liste di destra la sfida del voto giovanile

di Michele De Feudis

La politica scommetterà sull’interpretazione delle istanze giovanili per rigenerarsi? Difficile fare previsioni ma di sicuro le prossime elezioni obbligheranno i partiti a confrontarsi con una larga fascia di elettorato giovanile, tentata dall’astensionismo e in parte propensa a riconoscersi in piattaforme radicali per toni e contenuti. Secondo l’Istat sono 11.614.967 i cittadini under 35 che andranno alle urne per le elezioni del 2018: rappresentano il 23% del corpo elettorale. Una inchiesta sull’ultimo numero de l’Espresso ha evidenziato le prime tendenze elettorali: il partito più apprezzato (su un campione di 1500 diciottenni) è il Pd con il 28,2%, seguito dal M5S con 19,6, da Forza Italia con il 13,5, da Sinistra Italiana con il 10,3. Poi raccolgono consensi rilevanti - tra i lettori di un media progressista - anche movimenti sovranisti come la Lega (7,5), Fdi (6,4) e Casapound (4,7). Mdp ha il 5,1% delle simpatie, i Radicali il 2,7, Alternativa popolare l’1 come Forza Nuova. Dal monitoraggio risulta che il 40,3% esprime un forte disinteresse per la politica, accompagnato dalla dichiarazione di non avere alcuna intenzione di andare a votare.

I partiti pugliesi, sia i più tradizionali che quelli con una web-organizzazione, stanno allestendo una proposta dedicata agli under 35 che comprende il coinvolgimento dei giovani, come candidati, nelle liste.

Mimmo Lardiello, avvocato e segretario regionale di Forza Italia Giovani (organizzazione con oltre 2000 iscritti), spiega che «i ragazzi azzurri saranno al fianco del presidente Berlusconi nella prossima campagna elettorale. Nell’Albero della Libertà che raccoglie il programma per le elezioni, ci sono le nostre istanze». Gli under forzisti si rivolgono soprattutto al popolo delle partite Iva: «Siamo per l’abbattimento delle tasse e per la fine della persecuzione fiscale ai danni dei giovani professionisti che avrebbero un grande respiro - spiega Lardiello - grazie alla semplificazione del regime fiscale». Oltre a Lardiello, per le prossime liste azzurre c’è già la disponibilità del giovane vicesindaco di Zapponeta Vincenzo Riontino, e del segretario di Monopoli, Ignazio Amodio.

«Abbiamo già avviato consultazioni con associazioni, precari e giovani professionisti»: Francesco Di Noia, segretario regionale dei Giovani democratici (2500 gli iscritti), ricercatore precario in Diritto del Lavoro all’Università di Foggia, racconta così l’impegno dei dem. «Nel programma del partito - analizza Di Noia - ci saranno le nostre istanze: un piano di incentivi per le assunzioni nel Mezzogiorno e un piano straordinario per il diritto allo studio e la ricerca. Dalle secche della crisi si può uscire puntando su innovazione e ricerca, e rendendo centrale la lotta alla disoccupazione giovanile». Il Pd ha tra i papabili candidati Domenico De Santis, vicepresidente nazionale ed espressione della «generazione Fumarulo», legata al giovane dirigente della Regione (prematuramente scomparso) che era cresciuto tra impegno sociale e lotte per la legalità con Michele Emiliano.

«Porteremo nel programma i cardini del nostro manifesto, ‘Ricostruiamo l’Italia’»: questo l’approccio di Francesco Maggiore e Andrea Piepoli, dirigenti giovanili di Fratelli d’Italia, il primo imprenditore e il secondo studente. «Siamo per investire sull’autoimprenditorialità giovanile, per la difesa del made in Italy e per finanziare incentivi verso le madri giovani, con la più grande campagna per la natalità nella storia d’Italia». Il partito della Meloni riserverà spazi «nelle liste per giovani, come riconoscimento della militanza quotidiana», concludono.

Claudio Riccio, responsabile comunicazione di Si, 20500 voti nell’ultime europee, indica la rotta per i giovani di Liberi e uguali: «Sosteniamo un grande piano per l’istruzione gratuita dall’asilo all’università, come in Germania, dove le tasse negli atenei sono state abolite. Siamo contro Jobs Act e Buona Scuola, leggi che vanno abrogate. La riforma del lavoro degli ultimi governi ha ulteriormente precarizzato il sistema». Tra i possibili candidati «young» di Leu c’è Carmine Doronzo, consigliere comunale di Barletta.

Per Gianluca Bozzetti, giovane consigliere regionale M5S, «la nostra priorità resta l’introduzione del reddito di cittadinanza, un provvedimento essenziale per i giovani del Sud. Vogliamo invertire la tendenza alla riduzione delle risorse per formazione e ricerca. Le candidature? Da noi è tutto naturale, non c’è una corsia preferenziale per gli under. Il movimento è giovane nell’età e nella visione. Alla Regione abbiamo il gruppo con l’età media più bassa». Matteo Centonze, dirigente di Casapound, consulente aziendale, è sicuro che «la nostra lista sarà la più “giovane” presente sulla scheda. La battaglia simbolo? Proporremo il mutuo sociale per l’acquisto della prima casa da parte della giovani coppie».

Daniele Cusmai, imprenditore agricolo di Vico del Gargano, è il responsabile giovanile della Lega in Puglia: «La nostra attività è cadenzata da raccolte alimentari per famiglie italiane in difficoltà e impegno nel volontariato. Siamo contro il reddito di dignità che svilisce la condizione giovanile. Ho 24 anni e con la Lega speriamo di invertire il trend della fuga dei cervelli, aiutando i giovani che vogliono fare impresa da noi. Poi siamo contro lo ius soli e per il bonus per la famiglie italiane che fanno figli. Le liste? Candideremo i giovani che hanno lavorato sul territorio». Francesco Loconte, studente iscritto a Lettere classiche, dirigente dei giovani di Rifondazione comunista: «Saremo presenti nella nostra lista popolare, dal basso, senza riciclati e sostenitori delle politiche degli ultimi governi. Il programma per i giovani? No alla Buona Scuola, al Jobs act e alla Fornero, risorse vere per una scuola non di classe».

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