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«Spending review»

Foggia, maxi-truffa all'Asl
6 assolti e 6 condanne

Da un milione e mezzo

 Maxi-truffa all'Asl su taglia-aghi e T-med: 6 assolti e 6 condanne

Sei assoluzioni; sei condanne a complessivi 15 anni e 9 mesi di reclusione con pena oscillanti da 6 mesi a 6 anni; e una dichiarazione di prescrizione nel processo di primo grado «Spending review» a 13 imputati per una presunta truffa ai danni dell’Asl foggiana per la fornitura di «taglia-aghi» e «T-med», sistemi informatici di telemedicina. La sentenza è stata pronunciata dai giudici della prima sezione penale del Tribunale dauno (presidente Maria Rita Mancini, a latere Giuseppe Iacobellis e Mariangela Luzzi) al termine del processo iniziato il 23 aprile 2013. Tra i condannati per truffa c’è l’ex subcommissario dell’Asl Savino Inghingolo con pena di un anno e 6 mesi, sospesa; e l’ex dipendente dell’Asl Nazario Di Stefano cui sono stati inflitti 6 anni di reclusione, già coinvolto in vicende analoghe. Tra gli assolti da tutte le accuse - associazione per delinquere, truffa e corruzione - c’è Vincenzo Nuzziello, noto imprenditore foggiano del settore delle forniture mediche, che finì anche in carcere per questa vicenda nel giugno 2012, trascorrendo sei mesi tra cella e domiciliari.

20 imputati e 41 imputazioni L’inchiesta di Procura e carabinieri del Nas di Bari, sfociata nel blitz del 7 giugno 2012 con 10 arresti, contava 20 imputati tra dipendenti e funzionari Asl, imprenditori e dipendenti di ditte del settore delle forniture mediche; medici e primari ospedalieri; e l’ex subcommissario Asl. Erano e sono accusati a vario titolo di 41 capi d’imputazione: associazione per delinquere contestata a 12 imputati (reato che non ha retto al vaglio dibattimentale); 22 episodi di falso in relazione alle delibere di acquisto del materiale destinato a ospedali e ambulatori; 12 episodi di truffa ai danni dell’Asl, quantificata in un milione e mezzo di euro; 2 corruzioni contestate a 7 imputati; turbativa d’asta; e 2 imputazioni di riciclaggio sul presupposto che parenti di un dipendente corrotto dell’Asl avessero nascosto il denaro provento di mazzette. I fatti contestati sono avvenuti tra 2007 e 2011 tra Foggia, San Severo e Urbino.

Taglia-aghi e «T-med» Il processo ai 20 imputati si sdoppiò il 20 marzo 2013 al termine dell’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Foggia: 13 rinvii a giudizio e rito abbreviato per altri 7 condannati dal gup di Foggia in primo grado, sentenza ribaltata in corte d’appello a Bari che assolse 6 persone e ne condannò solo una. L’inchiesta ruota sulla fornitura di 149 dispositivi «taglia- aghi» da usare in ospedali e ambulatori per distruggere le siringhe usate, con relativi 361 contenitori monouso, costati complessivamente all’Asl 626mila euro; e l’acquisto di 4 sistemi informatici di telemedicina, «T-med», destinati ai reparti di cardiologia di tre ospedali della provincia, pagati dall’Asl 832mila euro complessivamente. Secondo l’accusa i prezzi furono gonfiati: un taglia-aghi aveva un costo commerciale di 240 euro ma sarebbe stato pagato 3240 euro a pezzo, mentre un «T-med» del costo commerciale di 30mila euro, sarebbe costato all’Asl foggiana 208mila euro.

Niente associazione a delinquere La Procura ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere, ma per questo reato c’è stata una raffica di assoluzioni sia in Tribunale a Foggia sia in corte d’appello a Bari. Secondo la tesi accusatoria alcuni funzionari e dipendenti Asl avrebbero effettuato gli acquisti del materiale a costi ritenuti esorbitanti e in quantità eccessive, senza alcuna verifica dei prezzi e ravvisando nelle delibere d’acquisto un’urgenza che in realtà non sussisteva; responsabili di ditte di forniture mediche avrebbero in cambio ricompensato gli impiegati con soldi e/o regali.

Accusa e difesa Il procuratore aggiunto Antonio Laronga nell’udienza dello scorso 3 ottobre chiese un’assoluzione; 11 condanne anche per associazione per delinquere per complessivi 30 anni di carcere, con pene oscillanti da 6 mesi a 7 anni; una prescrizione. Il collegio difensivo (gli avvocati Diego Petroni, Gianluca Ursitti, Michele Curtotti, Giuseppe Perrone, Ettore Censano, Salvatore D’Aluiso, Raffaele Dinnella, Michele Vaira, Luigi Barbato, Bernardino Masanotti, Guido Granatiero, Giammario Zaccagnino, Raffaele Irmici, Francesco Paolo Sisto, Alessandra Palazzo ) sollecitava assoluzioni parlando di iter e comportamenti leciti e proceduta regolare di acquisto a prezzo di mercato del materiale, e in subordine chiedeva condanne al minimo della pena.

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