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In Puglia e Basilicata

tra Monopoli, Fasano, Ostuni e Carovigno

La «piana degli oliveti»
nuovo tesoro da tutelare

ulivo piana di Fasano

C'è l'annuncio: inserita nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici

28 Settembre 2017

di EUSTACHIO CAZZORLA

MONOPOLI - L’identità di un territorio che supera i confini provinciali grazie alla campagna. La nota era nell’aria ma non era attesa. Ed è invece arrivata come un fulmine all’improvviso. Una buona notizia per i sindaci di Fasano, Ostuni e Carovigno, ma anche per il sindaco Emilio Romani e la sua città. Monopoli entra in un circuito importante e ampio che decreta, con un finalmente che si attendeva da qualche decennio, l’identità del patrimonio rurale del territorio e lo accomuna a una parte importante dello stesso che si distende in terra di Brindisi fino a Carovigno.

Dune, ulivi secolari, chiese rupestri, frantoi storici e masserie fortificate. Superano i confini amministrativi delle province e decretano un’identità culturale, architettonica e ambientale che si attendeva da tempo anche a livello burocratico per fare sviluppare alle varie collettività delle sinergie finora inaspettate. E così il presidente del Parco naturale regionale «Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo», l’onorevole Enzo Lavarra, ha comunicato l’iscrizione della «Piana degli oliveti monumentali di Monopoli, Fasano, Ostuni e Carovigno», nel registro nazionale dei «Paesaggi rurali storici del Mipaaf» il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il decreto porta la date del 18 settembre scorso e la firma del ministro Maurizio Martina.

Nella missiva inviata al sindaco Emilio Romani, si ringrazia «per aver aderito al progetto e deliberato per la candidatura» in quanto l’iscrizione rappresenta «un riconoscimento di altissimo valore che suggella la peculiare distintività di questo paesaggio come bene di eccellenza agroambientale, grazie alla permanente attività agricola e olivicola». Nella nota si evidenzia che in questa area «la densità e la monumentalità degli olivi plurisecolari non ha eguali nel Mediterraneo conferendole caratteri di unicità e conservandone la natura agricola appunto con l’attività dei nostri olivicoltori». Un approccio che «consente ora di progettare e perseguire insieme altri ambiziosi traguardi».

Con delibera di giunta del 1° marzo scorso, era stato espresso il parere positivo per l’iscrizione della città nel Registro nazionale dei paesaggi storici rurali, demandando al presidente del Parco l’organizzazione del percorso progettuale per la candidatura del territorio della Piana degli oliveti monumentali di Puglia all’ente «Parco naturale regionale delle dune costiere tra Torre Canne e Torre San Leonardo».

Una notizia che purtroppo va di pari passo con la minaccia di una possibile presenza della xylella, il morbo che sta distruggendo gli ulivi del Salento, anche in questa zona finora dichiarata «indenne». E per contrastare un’eventuale presenza del batterio con una nota inviata al sindaco Romani, l’Arif (Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) ha comunicato che, su mandato della giunta regionale e a seguito di apposita convenzione, è stata incaricata dalla Sezione osservatorio fitosanitario regionale di eseguire il monitoraggio ai fini della identificazione della xylella fastidiosa sul territorio. Il monitoraggio è iniziato ieri e termina a fine anno. Non comporta alcun elemento invasivo o distruttivo per le piante, se non l’ingresso nei fondi da parte degli agenti e il prelievo, eventuale, di piccolissime parti di pianta se ritenute sospette di un possibile contagio.

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