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«Mio fratello Carmelo Bene fu ucciso: voglio un'inchiesta»

«Mio fratello Carmelo Bene fu ucciso: voglio un'inchiesta»
Maria Luisa Bene, sorella di Carmelo, ha chiesto che si indaghi sulla morte del fratello avvenuta il 16 marzo 2002 a Roma, perché secondo lei il grande regista sarebbe “morto per mano altrui”, ma un testimone la smentisce: era malato. Cermelo Bene, nato a Campi Salentina il 1 settembre 1937 e morto a Roma il 16 marzo 2002 è tra i più grandi attori ed interpreti del '900

13 Gennaio 2009

Carmelo BeneROMA - La morte di Carmelo Bene si tinge di giallo. Maria Luisa, sorella e collaboratrice del grande genio del teatro italiano, scomparso nel marzo del 2002 a 65 anni, sostiene che il fratello “non sia morto per cause naturali” e chiede l’apertura di un’inchiesta. 
“Io, Maria Luisa Bene - si legge in un documento a sua firma - avendo piena consapevolezza delle mie condizioni di salute, rendo noto di non intendere lasciare questa terra senza che il mondo sappia che mio fratello, Carmelo Bene, nominato 'chevalier des lettres e des arts' dal governo Mitterrand, è morto per mano altrui. Intendo ringraziare gli avvocati Lecciso e Micelli per il gratuito patrocinio che mi è stato prestato in questi due anni”. 
Maria Luisa Bene, che è molto malata, chiede che si faccia piena luce sulla scomparsa del fratello. “I tempi della giustizia - sostiene - sono, come è noto, assai lunghi laddove la vita stessa è a volte assai breve. Esprimo tuttavia la certezza che giustizia sarà fatta se non in questo, sicuramente nell’altro mondo”. 

IL TESTIMONE: ERA MOLTO MALATO 
“Sul merito di questa uscita non voglio dire nulla”, commenta Giancarlo Dotto, giornalista, scrittore e per molti anni assistente alla regia di Carmelo. “So anche che c'è stata una denuncia da parte sua e anche un’archiviazione. Posso solo raccontare la mia testimonianza: gli sono stato vicino giorno e notte nei mesi della malattia, posso dire che Carmelo Bene è morto con una dignità assoluta”. “Quello che ricordo, oltre alla sua dignità, è la dedizione della compagna Luisa Viglietti, da cui era assistito giorno e notte”. E Raffaella Baracchi, sua ex moglie, non ha voluto, da parte sua, nemmeno commentare una simile dichiarazione. “Carmelo – conclude Dotto – chiese anche notizie al medico che lo curava, e il medico gli disse che non c'era più niente da fare. La situazione era tenuta sotto controllo dai medici. Io sono testimone di questo”. 

L'AVVOCATO: SONO A CONOSCENZA DI QUESTI SOSPETTI 
“Sono a conoscenza dei sospetti da nutriti dalla signora Maria Luisa Bene sulla morte del fratello Carmello. Me ne ha parlato in questi anni. Ma non ho mai approfondito”. Lo dichiara l’avvocato Marco Micelli, legale della sorella del grande genio del teatro italiano scomparso nel 2002. “Io mi occupo – spiega - di uno dei procedimenti civili della signora, quello che riguarda la Fondazione e quindi l’eredità di Carmelo Bene. C'è un giudizio ancora pendente al tribunale a Roma”. 
Carmelo Bene
UNO DEI PIU' GRANDI GENI INTERPRETATIVI DEL '900 
E’ considerato il più grande attore del '900, un 'attore artifex' , completo, inesauribile, artefice di se stesso, come amava definirsi. Carmelo Bene fu sicuramente artista contro corrente (nacque a Campi Salentina il 1 settembre 1937, morì a Roma il 16 marzo 2002), capace di scatenare nel corso della sua attività reazioni contrastanti da parte del pubblico e della critica. Studi classici presso il collegio dei Gesuiti di Mondragone, dal quale venne cacciato per indisciplina, studi di giurisprudenza e corsi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica che frequenta solo per un anno denunciandone l’inutilità e la vacuità. Il debutto a teatro nel 1959 con 'Caligolàa' diretto da Alberto Ruggiero. 
Seguirono poi le prime produzioni nel doppio ruolo di attore e regista. 'Majakovskij, ' Edoardo II' di Marlowe, 'Salomè', 'Amleto' (nella foto a destra), 'Manon', 'Pinocchio', sino alla realizzazione di spettacoli-cabaret scandalosi ed estremi. 

Dopo il matrimomio lampo con l’attrice fiorentina Giuliana Rossi e la nascita di un figlio, intorno agli anni '60 comincia il lungo sodalizio artistico - sentimentale con l’attrice Lydia Mancinelli. E’ del 1967 la sua prima volta accanto a Pier Paolo Pasolini nell’'Edipo re', mentre nello stesso anno Bene inizia la sua esperienza di regista cinematografico che lo porterà, nel 1968, a vincere il Leone d’Argento al Festival di Venezia con quello che viene considerato il suo capolavoro 'Nostra Signora dei Turchi'. 
Naturalmente Bene non abbandona l’attività teatrale. Grandi successi tra la fine degli anni '70 e l’inizio degli anni '80. Il grande attore e regista si esibirà alla Scala di Milano nel 'Manfred’, in forma di concerto, accompagnato dalle musiche di Robert Schumann, mentre oltre 100mila persone applaudono la sua Lectura Dantis dalla Torre degli Asinelli di Bologna, nel primo anniversario della strage della stazione. Cresce a dismisura, intanto, la sua popolarità. 

Tra i suoi lavori più applauditi, 'La cena delle beffe' di Sem Benelli, 'S.A.D.E', 'Romeo e Giulietta' scritta con Franco Cuomo e Roberto Lerici. Sempre con Cuomo realizza nel '66 'Faust o Margherità tra i primi spettacoli di Carmelo Bene ad avere grandissima risonanza internazionale. 
Grande sperimentatore, Bene lavora in particolar modo sulle immense potenzialità della voce. Indimenticabili le sue interpretazioni di 'Adelchi', 'Hommelette for Hamlet', 'Lorenzaccio'. 
Prima di morire Carmelo Bene aveva espresso la volontà di affidare ad una Fondazione la tutela della sua opera. Fondazione che è finita al centro di una battaglia giudiziaria ancora in corso.
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