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vince la causa dopo 17 anni

Un imprenditore voleva aprire nel 2000 uno stabilimento balneare tra Torre Mozza e Torre San Giovanni. Sentenza definitiva dal Consiglio di Stato

Ugento, Comune nega il lidovince la causa dopo 17 anni

TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO) - Il Consiglio di Stato dà il via libera a un lido condannando il Comune a risarcire il titolare per 6mila euro. I giudici di Palazzo Spada hanno accolto un ricorso proposto da Massimiliano Vitali, imprenditore ugentino difeso dall’avvocato Anna Maria Ciardo.
Nel 2000 aveva chiesto di aprire uno stabilimento balneare di 2mila metri quadrati nella marina di Torre San Giovanni, in prossimità del «Bacino Bianca», ma il Comune si era opposto sostenendo che l’area è classificata dal Piano regionale delle coste «in erosione», e perché la stessa rappresenta «una delle sole due zone liberamente fruibili per la balneazione».
Dopo un primo passaggio al Tar di Lecce, che gli aveva dato torto, Vitali ha presentato appello dimostrando che l’area soggetta a erosione non è quella in cui doveva sorgere il suo stabilimento ma un’altra zona tra la località «Fontanelle» e Torre Mozza. «L’area richiesta in concessione - hanno rilevato i giudici romani - rientra in una zona qualificata a media criticità (C2) e a elevata sensibilità ambientale (S1). Dalla disciplina regionale si ricava che dal livello di criticità dipende la possibilità o meno del rilascio della concessione. Per ciò che attiene alla categoria C2, non è previsto un “divieto di rilascio” e si rientra in un’ipotesi di “insediabilità limitata”. Il rilascio della concessione presuppone una verifica positiva in ordine alla stabilizzazione del fenomeno erosivo». Il Consiglio di Stato ha anche stabilito che se il Comune non dovesse provvedere ad annullare il diniego alla concessione entro 60 giorni dovrà intervenire d’imperio il direttore dell’Ufficio regionale del Demanio marittimo.

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