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All'istituto Perotti

Bari, 16enne spara nel cortile
della scuola con pistola a salve

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DONATELLO LOPEZ

BARI - Se fossimo in Toscana la definirebbero una bischerata, ma chi ha sentito i colpi di pistola che sembravano provenire dal cortile dell’istituto alberghiero Armando Perotti non ha sorriso affatto. Piuttosto, ha chiamato subito i carabinieri che hanno identificato un ragazzo di 16 anni che ha creato scompiglio poco prima dell’orario di fine delle lezioni. È andata così. Erano da poco trascorse le 12.30 quando prima si è udita l’esplosione di alcuni petardi all’esterno dell’istituto poi uno dei due ragazzini protagonisti della bravata ha scavalcato la cancellata della scuola raggiungendo il cortiletto. Qui ha cominciato a usare una pistola giocattolo, con colpi a salve, destando comunque preoccupazione tra chi gli era immediatamente vicino.

Il ragazzetto è stato subito affrontato da un collaboratore scolastico che l’ha invitato a uscire dal plesso. Ma il giovane pistolero, col suo atteggiamento scanzonato piuttosto che minaccioso, ha indugiato un po’ prima di tornare all’esterno dell’istituto non immaginando che i carabinieri stessero arrivando per davvero. E la sorpresa è stata tanta nel vederli giungere in via Niceforo. I militari hanno subito fermato il sedicenne con la pistola giocattolo identificandolo. L’altro, invece, è riuscito ad allontanarsi per tempo e non è stato ancora rintracciato; entrambi sconosciuti ai docenti e agli studenti del Perotti.

E, negli ultimi tempi, sono stati diversi gli episodi di aggressioni fisiche avvenuti all’interno degli istituti scolastici o nelle immediate vicinanze. Da quella ben nota al vice dirigente del Panetti, il mese scorso, che gli è costata 10 giorni di prognosi, al più recente furto di uno scooter, in pieno centro, a un ragazzo davanti al liceo scientifico Scacchi per mano di un gruppo composto da quattro bulletti poi identificati e arrestati dalla polizia. Episodi che raggiungono gli onori della cronaca preoccupando per la frequenza con cui si verificano e dietro ai quali, spesso, ci sono ragazzi che, raggiunto il termine dell’obbligo scolastico, non vengono motivati in alcun modo e coinvolti in attività formative ulteriori. E da qui bisognerebbe tornare a discutere di quanto importante possano essere le attività scolastiche, extrascolastiche e professionalizzanti.

«Disinvoltura, spavalderia, sprezzo per ogni conseguenza dei loro gesti sembrano sempre più spesso la cifra che caratterizza forme emergenti di disagio degli adolescenti, in una zona grigia al confine della devianza», commenta la garante degli adolescenti e dei minori Rosy Paparella. «Ci devono preoccupare - prosegue - i tanti vuoti che esprimono in termini di costruzione del sistema di regole morali, di presenze educative credibili, di alternative di maggiore appeal rispetto al sentirsi forti e potenti a discapito degli altri».

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