Giovedì 21 Febbraio 2019 | 17:17

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ambiente

Macchiato il Pertusillo
«È un'alga non petrolio»

pertusillo macchiato

di ALESSANDRO BOCCIA

POTENZA - «Ad oggi è stata esclusa la presenza di idrocarburi nel Pertusillo». È stato lo stesso governatore lucano Marcello Pittella ieri, al termine di una riunione durata quasi quattro ore, a comunicare l’esito degli esami svolti fino a questo momento sulle acque della diga, che da giorni presentano un colore scuro, tendente al marrone. Un tavolo di lavoro, convocato in Regione a Potenza, che oltre a Pittella ha visto la partecipazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pietrantuono, rappresentanti dell’Arpab - fra cui il direttore generale Edmondo Iannicelli - ed anche il coordinatore dell’Ispra, Fabio Pascarelli, uno dei maggiori esperti in Italia di siti contaminati.

«Dalle analisi possiamo escludere la presenza di idrocarburi, nonostante l’episodio dello sversamento da una delle cisterne - ha sottolineato Pittella - nel frattempo l’Arpab con Ispra sta continuando le indagini per comprendere fino in fondo le cause dei cambiamenti cromatici, che si verificano in generale su tutti i grandi invasi del mondo e non solo della Basilicata. È stata riscontrata, invece, la presenza di un’alga, di cui cercheremo la natura e l’origine, che potrebbe essere addebitata agli sversamenti impropri che provengono dall’agricoltura. Sono state fatte tra l’altro ulteriori indagini, con il supporto di Acquedotto lucano e di Acquedotto pugliese, che ci hanno confermato l’assoluta potabilità dell’acqua. Una volta avuto il quadro completo dei risultati saremo in grado di agire. Lo faremo in fretta, perché esiste un problema di credibilità nel rapporto tra noi e i cittadini. Non faremo sconti a nessuno ed andremo avanti».

Per fare ulteriore chiarezza, saranno svolti infatti altri esami, utilizzando un’ imbarcazione che preleverà acqua, alghe e terreno in più punti dell’invaso. Nel corso della riunione si è discusso anche dell’episodio di sversamento di idrocarburi da una cisterna del centro olio di Viggiano avvenuto nei giorni scorsi.

Il governatore lucano ha annunciato l’intenzione di «procedere in autonomia ad analisi intorno al perimetro del Centro e all’interno della struttura: ci rivolgeremo anche ai magistrati nel caso in cui non ci dovesse essere permesso l’accesso al Centro, vogliamo controlli severi e chiederemo anche all’Eni di procedere con estrema celerità alla realizzazione del doppio fondo delle tre cisterne all’interno del Centro, anche se la compagnia petrolifera ha tempo per farlo, in base alle norme, fino alla fine di quest’ anno».

Intanto sulla vicenda è intervenuta la stessa Eni che, in merito all’eventuale legame tra la fuoriuscita di idrocarburi dal serbatoio del Cova di Viggiano e la presenza nelle acque superficiali del lago Pertusillo di macchie dalla colorazione scura, ha precisato che «le verifiche hanno accertato che si tratta di fenomeni di produzione di alghe». La società petrolifera ha anche ribadito «che non è emersa alcuna evidenza della possibile presenza di idrocarburi a valle dei pozzetti interessati nella zona industriale di Viggiano» confermando che «sono attualmente in corso gli interventi necessari alla messa in sicurezza delle aree coinvolte, anche solo marginalmente, dalla fuoriuscita di greggio».

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