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Triglietta e la sua evasione

Messina, ergastolano leccese
aggredisce agenti penitenziari

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Fabio Perrone, l’ergastolano salentino ritenuto vicino alla Sacra Corona Unita che il 6 novembre 2015 riuscì ad evadere in maniera rocambolesca durante una visita medica all’ospedale di Lecce, si è reso protagonista oggi di una violenta aggressione a due agenti di polizia penitenziaria del carcere di Messina, dov'è detenuto nel Centro diagnostico terapeutico della struttura dopo essere stato da poco trasferito dal carcere di massima sicurezza di Catanzaro.

Ne dà notizia Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe). Secondo quanto riferito da Capece, l’ergastolano, conosciuto col soprannome di 'Trigliettà, stamani mentre era in procinto di essere accompagnato in Tribunale, prima di uscire dall’istituto di pena, ha aggredito per motivi sconosciuti il personale di scorta e due agenti di polizia penitenziaria sono rimasti feriti.

Perrone, 43 anni, riuscì a fuggire dall’ospedale di Lecce dove era stato portato per un esame diagnostico, impossessandosi della pistola di uno degli agenti penitenziari che lo scortavano, ferendo tre persone e sparando all’impazzata in corsia per farsi strada, per poi rapinare l’auto ad una donna nel parcheggio dell’ospedale, puntandole l’arma alla tempia. L'ergastolano venne catturato il 9 gennaio dello scorso anno, dopo 63 giorni di latitanza, a Trepuzzi (Lecce), suo paese natale, durante un blitz congiunto di Squadra mobile e polizia penitenziaria.

Il Sappe, nel denunciare l’ennesima aggressione ai danni del personale di polizia penitenziaria, esprime solidarietà ai colleghi feriti augurando loro pronta guarigione e il ritorno in servizio, e sollecita l’intervento del ministro della Giustizia e del capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.

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