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In Puglia e Basilicata

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Treni ed autobus vuoti
In Puglia arrivano i tagli

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15 Dicembre 2016

BARI - Quattro diversi servizi di trasporto sulla linea Bari-Taranto, due su ferro e due su gomma. Oppure, ad esempio, gli appena 12 passeggeri sul treno da Manfredonia a Foggia, recentemente sospeso da Trenitalia con tante proteste dal territorio. E poi, naturalmente, il fenomeno mai sconfitto dell’evasione tariffaria. Il combinato disposto di questi fenomeni farà sì che a breve nel trasporto pendolari pugliese accadrà qualcosa di molto simile a ciò che sta avvenendo nella sanità: se vuole evitare la riduzione dei finanziamenti statali, la Regione deve tagliare i rami secchi.
Ecco perché stamattina l’assessore Gianni Giannini ha convocato a Bari tutte le linee sindacali. Bisogna discutere delle imminenti gare per il rinnovo dei contratti di esercizio per la gomma, gare che partiranno a gennaio 2018: nei prossimi mesi bisognerà discutere, appunto, di programmazione. Bisognerà cioè stabilire quali servizi salvaguardare e quali, invece, dovranno scomparire perché «inutili» (in quanto non utilizzati) o «duplicati», magari per lasciare spazio a nuovi collegamenti.

Come per gli ospedali (si pensi ai pronto soccorso che hanno 5 pazienti al giorno), bisognerà insomma mettere in atto un programma di efficientamento. Lo impone un decreto legge, il 96/2012, lo stesso a cui si richiama Trenitalia per giustificare le linee sospese da lunedì scorso: per non incorrere nelle penalità sul fondo trasporti nazionale, la Regione deve centrare anno su anno gli obiettivi di efficientamento. Un obiettivo, il rapporto tra numero passeggeri e quantità di servizi, è stato centrato con un miglioramento di circa il 2%: nel 2015 ci sono stati 118,3 milioni di pendolari a fronte di 14,6 milioni di km di bus e 1,9 milioni di km su treno. Non va bene invece il rapporto tra costi e ricavi: di ogni euro speso nel tpl, 35 centesimi dovrebbero venire dai biglietti. La Puglia è invece al 25,6%: nel 2015 a fronte di 347 milioni di contributo pubblico ci sono stati ricavi per 115 milioni.

Il risultato è che nel 2017 dal fondo trasporti nazionale verranno decurtati circa 35 milioni a titolo di sanzioni. Nel progetto di bilancio preventivo della Regione ci sono già 78 milioni a titolo di cofinanziamento, e ne sono stati appostati 25 per coprire la sanzione (gli altri 10 arriveranno in assestamento): significa che nel 2017 i trasporti incidono sulle tasse dei pugliesi per 100 milioni l’anno. Ovvero più della sanità. E, proprio come nella sanità sono stati ripristinati i ticket, se si continua così il prossimo anno sarà necessario aumentare il prezzo dei biglietti.

«Il servizio collettivo non può essere plasmato sulle esigenze individuali», è il mantra che l’assessore Giannini va ripetendo in questi giorni a chi gli chiede cosa si può fare per prevenire i tagli delle linee ferroviarie: la sospensione della Manfredonia-Foggia (che riaprirà in estate) e della Gioia Gravina, oltre che di due corse della Foggia-Termoli. La Regione ha già definito l’ipotesi di rinnovo del contratto di servizio con Trenitalia (scaduto a dicembre scorso), e dovrebbe varare il contratto ponte 2016-2017 entro il 31 dicembre. Ma il prossimo anno bisognerà guardare ai programmi di esercizio, partendo proprio dai «sostitutivi» svolti dai gestori ferroviari che spesso si sovrappongono alle linee ordinarie su gomma. Con il risultato di avere due bus sulla stessa linea, quasi contemporanei, pagati però l’uno il doppio dell’altro. [m.sc.]

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