Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 11:32

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conversano

Strage di fauna protetta
Sos degli ambientalisti

Per l’irresponsabile comportamento di vandali, dispensatori di diserbanti e incivili che continuano ad abbandonare rifiuti anche pericolosi nell’area protetta, rischiano l’estinzione

serpente cervone

di ANTONIO GALIZIA

CONVERSANO - Rane e tritoni, lucertole, ramarri e serpenti, rospi e falchi. Benvenuti nelle campagne di Conversano, dove è ancora possibile trovare alcuni esemplari di fauna endemica. Animali che per l’irresponsabile comportamento di vandali, dispensatori di diserbanti e di incivili che continuano ad abbandonare rifiuti anche pericolosi nell’area protetta, rischiano l’estinzione.
«È una situazione che definire drammatica può apparire eufemistico – spiega Marika Mancini, responsabile dell’associazione Natura viva – per questo la nostra associazione chiede maggiore senso di responsabilità da parte dei cittadini, degli agricoltori e delle istituzioni».
«Natura viva» invita, infatti, gli appassionati a fotografare questi esemplari segnalandone la presenza se si tratta di specie protette o migratrici e denunciandone il rinvenimento se si tratta di esemplari in difficoltà che saranno poi portati al Centro Recupero Animali Selvatici (Cras) di Bitetto, con il quale i giovani ambientalisti collaborano da anni.

«In questi primi giorni di primavera – spiega la Mancini - è possibile incontrare i primi animali svegliatisi dal letargo. Diversi i rinvenimenti fatti: un’upupa è stata recuperata e portata al Cras grazie all’intervento del signor C.M.; serpenti vari sono stati avvistati e recuperati nella gravina di Monsignore insieme a tanti ricci. Un tasso è stato investito mortalmente sul territorio di Putignano. Altri serpenti sono stati investiti nelle strade di campagna o uccisi volontariamente per paura di esser morsi».

Nella foto, un giovanissimo «cervone» di 40 centimetri, investito in contrada Parco del Monte e recuperato dai volontari per sottoporlo alle cure del caso. A proposito del «cervone», gli animalisti ricordano «che è il più lungo serpente italiano ed uno tra i più lunghi d’Europa – spiega Marika Mancini - arriva a misurare 240 centimetri. È di colore bruno-giallastro con le caratteristiche quattro scure barre longitudinali, da cui il nome scientifico, ma molti lo scambiano erroneamente per vipera, soprattutto quando ci si imbatte in incontri con giovani esemplari, e viene ucciso. È utile sapere che le vipere, sul territorio di Conversano, non sono mai state avvistate e hanno oltretutto caratteristiche differenti: non superano i 60 centimetri, hanno corpo tozzo e coda corta, pupilla verticale, sono schive e poco mobili, evitano l’uomo e si nascondono sempre quando avvertono la sua presenza. Sono le uniche ad esser velenose, ma non è necessario ucciderle, basta evitarle».

La situazione è drammatica anche per il Tritone italico e il Rospo smeraldino, prìncipi indiscussi dei dieci laghi compresi nella Riserva naturale orientata, attualmente abbandonati, presi di mira da vandali e inquinati da diserbanti. Laghi che in questo periodo si presentano come praterie gialle coperte da diserbante.
«I cittadini vanno sensibilizzati – conclude la responsabile di Natura Viva –. Si può cominciare affiggendo manifesti e cartelli che indichino la delimitazione della Riserva naturale regionale». E proseguire comminando le sanzioni previste per chi non rispetta il regolamento della Riserva e le numerose leggi a tutela dell’ambiente e del paesaggio.

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