Martedì 31 Marzo 2020 | 04:50

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gazzetta intervista il viceministro

Migranti e criminalità
l'intervista a Bubbico

Il numero due del Viminale a Bari incontra i commercianti che hanno denunciato il racket.

Una 'passeggiata antiracket' si è tenuta oggi nel quartiere Carrassi del capoluogo con la partecipazione del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, del presidente della Fondazione antiracket, Tano Grasso, del prefetto di Bari, Carmela Pagano e del sindaco, Antonio Decaro. L'iniziativa ha avuto lo scopo di sottolineare il coraggio dei commercianti del rione che hanno denunciato d’essere vittime del pizzo consentendo nei giorni scorsi l’arresto di esponenti del clan malavitoso Diomede.
«Noi vorremo tanto poterle replicare, queste passeggiate, in ogni città d’Italia - ha detto Bubbico - in modo particolare nelle città del Mezzogiorno che sono più segnate dai fenomeni estorsivi praticati dalle organizzazioni criminali. Oggi è una giornata bella e importante perché attraverso il lavoro di condivisione che la Fai, Federazione antiracket, ha saputo fare, molti commercianti hanno trovato la forza per reagire trovando nelle istituzioni il massimo della vicinanza e del sostegno».
«Noi vogliamo dare esattamente questo segnale - ha insistito - che è possibile pretendere il rispetto della legalità, è possibile ribellarsi al gioco mafioso e criminale, è possibile vivere in libertà e autonomia la propria storia imprenditoriale, poter beneficiare dei propri sacrifici, dei propri impegni per migliorare la vita di ciascuno e realizzare condizioni di serenità per le famiglie». «Siamo convinti - ha concluso Bubbico - che il Mezzogiorno, in modo particolare quando riuscirà a liberarsi dal dominio criminale, troverà anche le energie e le risorse giuste per assicurare progresso, benessere e sviluppo».
«Sono piccoli uomini e poco numerosi, solo che fanno paura perché pensano che utilizzando le armi possano spaventare un’intera comunità. La comunità questa volta ha reagito, non è la prima volta che accade. Per fortuna non è l'unico quartiere. Le indagini della Procura, delle forze dell’ordine, ci dicono che anche in altri quartieri le persone cominciano a reagire». Lo ha dichiarato il sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante la 'passeggiata antiracket' nel rione Carrassi.
«C'è un humus - ha proseguito - all’interno del quale la criminalità organizzata cresce. Dobbiamo eliminare quell'humus dalla nostra città, quella zona grigia. Esistono i buoni e i cattivi. Non esiste una fascia intermedia, la terra di mezzo. La terra di mezzo, in questa città, va eliminata. Si tira una linea, da un lato ci sono quelli buoni e dall’altro i cattivi». Poi, rivolto a una coppia di commercianti che ha avuto il coraggio di denunciare d’essere vittime del pizzo, ha detto: "Volevamo ringraziarvi perché da questo momento la città ha dimostrato di fare uno scatto in avanti. Questa città ha avuto uno scatto di reni. E non è più solo una questione legata all’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Credo che questa volta sia anche una questione della città, della comunità. Credo che i cittadini abbiano avuto davvero uno scatto d’orgoglio».
«Da questo momento - ha concluso Decaro - da quello che è successo in questi giorni, credo che in questo quartiere possa partire la riscossa da parte della città e della nostra comunità. Per tanto tempo siamo stati, forse, nascosti, abbiamo avuto paura. Continuiamo ad avere paura, ma è giusto reagire e sapere che ci sono persone, forze dell’ordine, magistratura, che lavorano tutti nella stessa direzione».
«Il senso di questa giornata è far conoscere a tutti ciò che è accaduto in questa strada e in questo quartiere di Bari: uno spartiacque storico, un fatto inedito, con alcuni commercianti che hanno denunciato collettivamente, attraverso l’associazione antiracket, di essere vittime di estorsioni consentendo indagini e arresti». Lo ha dichiarato il presidente della Fondazione antiracket, Tano Grasso, nel corso della passeggiata alla quale ha partecipato in onore dei commercianti del rione Carrassi che hanno denunciato di essere vittime del pizzo consentendo l’arresto dei responsabili.
«Questa è la prova - ha proseguito - che quando la denuncia è collettiva mette al riparo chi si espone. Questo di oggi è un atto di incoraggiamento per chi ha denunciato e per chi non lo ha ancora fatto». «L'auspicio - ha concluso - è che questa strada sia un modello per il resto della città, un modello di funzionamento tra commercianti, associazioni e le forze dell’ordine. Chiaramente sappiamo che il fenomeno esiste anche in altre aree della città di Bari. Questa non è solo una passeggiata di sensibilizzazione, ma c'è di più: il riconoscimento per chi ha denunciato e l’incoraggiamento a chi deve ancora farlo».

Il ministro Bubbico è stato poi ospite nella sede della Gazzetta dove è stato intervistato dal nostro direttore, Giuseppe De Tomaso, della capocronista Carmela Formicola e dei colleghi Giovanni Longo e Gianluigi De Vito. Ecco uno stralcio.

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