L’equipe del professore Michele Battaglia, direttore della unità di Urologia e trapianto di Rene, «ha optato per questo tipo di intervento per poter assicurare tutti i vantaggi di una metodica mini invasiva alla moglie del paziente ricevente. Questa strategia assicurerà alla protagonista dello straordinario gesto di generosità, una ripresa funzionale immediata, con una minima presenza di cicatrici chirurgiche». L'innovativa tecnica di ripresa in '3d’ ad alta definizione, infatti, «ha permesso di ottenere la massima precisione e rapidità durante tutte le fasi al tavolo operatorio». Dopo il prelievo «il rene è stato perfuso con soluzione elettrolitica fredda a 4 gradi celsius, preparato e trapiantato al ricevente. Dopo riperfusione, si è assistito alla pronta ripresa funzionale». Il Policlinico sottolinea che “questa collaudata tecnica laparoscopica si è dimostrata del tutto comparabile al tradizionale prelievo 'open', sia in termini di sicurezza che di risultati funzionali a distanza dell’organo. Rispetto al tradizionale taglio lombotomico – è detto ancora – l'accesso laparoscopico presenta significativi vantaggi anche per quanto riguarda i più brevi tempi di degenza ospedaliera e di ripresa dell’attività lavorativa».
Tra gli altri benefici dell’intervento, il Policlinico evidenzia «le qualità estetiche quando l’estrazione dell’organo viene effettuata, come in questo caso, attraverso una piccola incisione sovrapubica». Per l’operazione, il professore Battaglia si è avvalso della collaborazione dei chirurghi Pasquale Ditonno, Vito Ricapito, Silvano Palazzo, e degli anestesisti Elena D’Orazio e Mariateresa Loiacono delle unità di Anestesia e Rianimazione dirette dai professori Tommaso Fiore e Francesco Bruno. La preparazione all’intervento dei coniugi è stata curata dalla equipe della unità di Nefrologia medica diretta dal professore Loreto Gesualdo, che si avvale della collaborazione del dottor Antonio Schena. Infine, il Policlinico ricorda che, «dalla data del primo trapianto di rene da donatore vivente (ottobre 1973), eseguito a Bari dal professore Giuseppe Marinaccio e dal maestro della scuola urologica barese professore Francesco Paolo Selvaggi, sono stati eseguiti circa 1.300 trapianti, di cui circa 170 da donatore vivente. Questi sono stati effettuati, prevalentemente, tra consanguinei». Quest’anno, «dei 21 trapianti eseguiti, i due da donatore vivente sono stai realizzati tra compatibili non consanguinei. In entrambi i casi si è trattato di donazione della moglie al marito». La «donazione fra 'compatibili' è una pratica che si sta sempre più affermando in tutto il mondo, favorita dalla mininvasità del prelievo, oltre che dalla sicurezza e dagli ottimi risultati conseguiti, in termini di sopravvivenza».















