E chi lo doveva dire: il personaggio storico del momento è il riccioluto Gioacchino Murat, le roi self made, quello che era figlio di un titolare di una locanda e divenne generale napoleonico, poi re a Napoli e realizzatore di tanti progetti urbanistici, tra i quali quello del centro di Bari. Chi lo doveva dire: duecento anni dopo, cresce di giorno in giorno la voglia di commemorarlo, tanto che a lui e alla sua opera barese in questo 2013 sono dedicati convegni, seminari, libri, eventi, prog rammi urbanistici e lezioni scolastiche. Nel nome dell’originalità, ora arriva anche un gioco da tavolo completamente intitolato a lui, o meglio alla sua Bari, alla straordinaria pagina di storia che da due secoli si sfoglia nei nostri quartieri.
Si tratta di un vero e proprio gioco dell’Oca, ideato dalla fotografa e scrittrice Luciana Galli e realizzato con Geppi De Liso. L’idea di «giOca Bari» è quella di compiere una inedita «passeggiata » da tavolo, con immagini della città e dello stesso re, con i personaggi, le vicende storiche, le tradizioni murattiane doc.
Si viaggia tra le 63 tradizionali caselle che richiamano il vecchio Gioco dell’Oca e si percorre a spirale la nostra architettura.
Ed ecco la lapide commemorativa di Murat (angolo tra corso Cavour e corso Vittorio Emanuele, sconosciuta ai più perché completamente nascosta!); ecco il monumento equestre a re Umberto I (1905); ecco Palazzo Barone Ferrara (1843) ePalazzo Atti (1916) in corso Cavour; ecco la Camera di Commercio (1889), il Comune di Bari con i telamoni che facevano parte del palazzo della Gazzetta del Mezzogiorno dell’allora piazza Roma. E ancora: il re Gioacchino Murat ritratto da Heinrich Schmidt (1814) o l’ex Palazzo delle Poste e telegrafi (1931); le fontane, le cartoline dell’epoca. Quanti di questi luoghi e di queste date sono davvero noti a tutti? A grandi e piccoli?
(La notizia completa sull'edizione della Gazzetta in edicola o scaricabile qui)
















