ROMA - Con il 2005 si è chiuso l'Anno della Fisica ma l'arrivo del nuovo anno segna ancora il ritorno in auge dell'astrologia e degli oroscopi. Per questo, fin dai primi di giorni di questo 2006, l'Associazione Astrofili Italiani (Uai) scende nuovamente in campo per dire, ancora una volta, «No agli oroscopi» e a tutte quelle previsioni sul futuro che «spesso si traducono in truffe e raggiri per la gente».
«L'Unione Astrofili Italiani - afferma l'Uai - continua a dire 'Astrologia? No, Grazie!', proseguendo fin da ora la campagna di sensibilizzazione del pubblico nei confronti di una disciplina che può sfociare in onerose truffe e veri e propri raggiri con abuso di credulità».
«Il 2005 - sottolinea l'Uai - è stato l'anno mondiale della fisica: per 12 mesi si è parlato del progresso della scienza e dei grandi personaggi che hanno, con le loro scoperte, cambiato il mondo e le sue prospettive». «Ma, evidentemente - incalza l'Associazione che riunisce tutti i maggiori appassionati ed esperti italiani di astronomia - questo non è bastato a vincere lo strapotere della superstizione, che ritorna come sempre con prepotenza, a cavallo tra dicembre e gennaio, nelle previsioni astrologiche dei sedicenti lettori del futuro, pronti a dirci cosa ci aspetta per il 2006 e come dovremo regolare i nostri comportamenti».
«Secondo gli astrologi - sottolinea l'Uai - non siamo padroni del nostro futuro, perchè esso ci viene indicato dagli astri attraverso una folta schiera di personaggi che in molti casi non esitano a far pagare salati i loro consulti: peccato che, come evidenziato anche quest'anno dal Cicap, le previsioni abbiano ben poco riscontro nella realtà dei fatti che accadono».
«Nonostante questo, - avverte l'Associazione - l'astrologia continua a essere considerata una 'scienza', promovendo dalla leggenda alla concreta realtà la previsione del futuro: i termini astrologia, astronomia e astrofisica vengono considerati sinonimi, a volte non soltanto nell'immaginario collettivo ma anche sui mezzi di informazione».
E così l'Uai ricorda che «contro il dilagare di una pericolosa forma di incultura che rischia di sfociare in vere e proprie truffe, anche l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ritenuto opportuno intervenire sulla questione imponendo delle limitazioni alla trasmissione di televendite».
«Dopo un pronunciamento del Tar del Lazio, dal 9 novembre 2005 le televendite di astrologia, cartomanzia e pronostici vari - ricorda ancora l'Uai - sono vietate dalle 7 alle 23, e non potranno più pubblicizzare numerazioni telefoniche come l'166 o l'899: purtroppo, allo stato attuale, questa limitazione imposta dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni risulta completamente disattesa».
All'indomani della lettera aperta del 7 gennaio 2004, alla quale hanno aderito quasi 2000 persone, l'Unione Astrofili Italiani continua così a porre «il problema all'attenzione del pubblico e soprattutto dei media, il cui ruolo è fondamentale per la corretta informazione sulla netta classificazione dell'oroscopo come 'attività di intrattenimentò e non certo come 'sicura predizionè del futuro».
«Obiettivo concreto, sul quale sono già state coinvolte le istituzioni parlamentari, - spiega l'Unione Astrofili Italiani - un bollino da affiancare alle previsioni astrologiche che indichi in maniera esplicita ciò che tutti dovrebbero sapere: che stanno leggendo qualcosa che ha a che fare con l'intrattenimento e il divertimento, e non certo con ciò che accadrà davvero nel loro futuro».
«Nel frattempo, a luglio 2005, alcuni parlamentari - sottolinea l'Uai - hanno presentato una proposta di legge che integri nel Codice Penale italiano l'abuso di credulità popolare e alcune disposizioni per il divieto di trasmissioni televisive con la partecipazioni di cartomanti, indovini, taumaturghi e medium».
Dunque la campagna dell'Uai prosegue, «le adesioni - riferisce l'Uai - continuano numerose e i commenti rivelano che la necessità di 'difesà dall'eccessiva diffusione dell'astrologia e degli oroscopi è sentita in maniera sincera da molti cittadini che ritengono insopportabile che la pretesa di predire il futuro invada anche spazi destinati all'informazione».
Lunedì 02 Gennaio 2006, 10:21
18 Gennaio 2026, 18:32
















