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Bari, tangenti ex Provincia
indagine su leasing scolastico

Provincia Bari

GIOVANNI LONGO
BARI - Sembrava avviarsi verso la chiusura. L’inchiesta sulla ex Provincia, invece, si allarga. Nelle scorse settimane, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria del Comando provinciale sono tornati in via Spalato. Negli uffici dove, ormai, sono diventati di casa, a seguito delle numerose acquisizioni di documenti eseguite in questi anni, i militari hanno preso altre carte. Questa volta nel mirino del pm Luciana Silvestris, che coordina l’inchiesta, sono finiti i contratti di leasing per la costruzione e la ristrutturazione delle scuole. Un capitolo importante nelle funzioni attribuite alla ex Provincia, assorbita da quasi un anno dalla Città Metropolitana.

I militari hanno anche ascoltato alcune persone informate sui fatti tra funzionari di via Spalato. Al centro dei nuovi accertamenti - pare - il ruolo che in questa parte della vicenda avrebbe avuto un ex dirigente. L’inchiesta, dunque, che si trascina da anni, e che sembrava essersi avviata alla chiusura, si è arricchita, al contrario, di un altro capitolo: presunti illeciti relativi ai contratti di leasing relativi all’edilizia scolastica.

Dai lavori pubblici ai provvedimenti adottati in materia di ambiente, al servizio di pulizie. Per non parlare della manutenzione stradale. Al vaglio della Procura, come è noto, ormai da tempo c’è la dettagliata informativa in cui la Finanza denuncia numerosi reati commessi contro la pubblica amministrazione. Dalla corruzione alla concussione, solo alcuni dei reati ipotizzati a vario titolo.

In via Spalato, stando agli accertamenti della Procura, per anni due gruppi di potere si sarebbero contrapposti per mettere le mani su quegli appalti e gestirli con le proprie clientele. Due gruppi agguerriti (c’è chi avrebbe parlato di una vera e propria «guerra tra bande») che avrebbero fatto riferimento a diversi referenti politici e affaristici.

L’arresto, lo scorso luglio, di un maresciallo della Guardia di finanza accusato di avere estorto denaro a due delle decine di indagati dalla Procura di Bari, proprio in relazione alla presunta rivelazione delle notizie relative all’inchiesta sulla Provincia, aveva fatto emergere solo una parte di uno spaccato inquietante.

L’indagine si chiama «On the Road 2», dove il 2 sta per il seguito della prima tranche, quella in cui, ormai nel lontano marzo 2012, finirono ai domiciliari i fratelli Alviero ed Erasmo Antro, accusati di truffa ai danni della Provincia e delle banche in relazione all’appalto per la manutenzione delle strade. Secondo l’accusa, attraverso fatture false per servizi mai resi, i due imprenditori sarebbero riusciti ad ottenere anticipazioni milionarie. Il meccanismo era stato scoperto proprio dopo la segnalazione di un istituto bancario, cui avevano fatto seguito le denunce depositate in Procura. «Nessuna truffa» hanno sempre sostenuto gli imprenditori.

Alviero, nel corso di un lungo interrogatorio, poco tempo dopo l’arresto, parlò di appalti, favori, rapporti con esponenti politici, persino assunzioni e campagne elettorali. Dalle sue parole l’inchiesta sembrava destinata a una brusca accelerazione. Una sensazione sbagliata se il filone che punta dritto a funzionari, dirigenti e politici della Provincia è stato stralciato solo alla fine del 2014, ovvero tre anni e mezzo dopo l’apertura del fascicolo principale e due anni e mezzo dopo lo scenario svelato da Alviero Antro. In relazione agli imprenditori delle strade, il pm Carmelo Rizzo ha chiesto il rinvio a giudizio (è in corso l’udienza preliminare).

Invece, il capitolo su presunti intrecci tra affari e politica, sulle «pressioni», su un sistema collaudato di spartizione degli appalti pubblici, in cambio, pare non di mega mazzette, ma di piccoli benefit, era stato affidato dal procuratore Giuseppe Volpe ai sostituti Eugenia Pontassuglia (oggi alla Dna) e Luciana Silvestris. Solo quest’ultima, dunque, si sta occupando adesso del capitolo più scottante, valutando tutto ciò che è stato evidenziato dalla Finanza in una indagine durata anni e che, tra rumors elettorali e informative depositate da tempo, non è conclusa. Al punto che la Finanza è tornata ancora una volta in via Spalato.

In tutto sono 41 le persone denunciate.

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