Mercoledì 20 Febbraio 2019 | 07:55

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La rivelazione

Quella nave dei veleni
al largo di Metaponto
di cui parlò il super pentito

metaponto

FILIPPO MELE
METAPONTO«Al largo di Metaponto sarebbe stata affondata una delle cosiddette navi dei veleni. Ne ha parlato il pentito di ‘ndrangheta Francesco Fonti nel verbale trasmessoci dalla Procura distrettuale antimafia, del 2006». E’ uno dei passaggi dell’audizione tenuta dal procuratore di Paola (CS), Giordano Bruno, davanti alla Commissione bicamerale dei rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella. Era il 22 settembre 2009. Della commissione faceva parte l’attuale presidente, Alessandro Bratti, che in questi giorni ha cominciato a desecretare i verbali dell’organismo.

E l’audizione di Bruno era uno di questi. Oggetto della discussione, riportata su un file con stampigliato “Segreto”, erano proprio le “navi a perdere” fatte affondare nel Mediterraneo, secondo alcune inchieste di molte Procure del Sud, dalla malavita organizzata in combutta con pezzi di Stato deviati e faccendieri. Inchieste che si sono incrociate con quelle relative all’omicidio della giornalista del Tg 3 Ilaria Alpi e dell’operatore televisivo Miran Hrovatin uccisi a colpi di kalashnikov a Mogadiscio, in Somalia, il 20 marzo 1994.

Ed il giorno successivo all’audizione del procuratore di Paola molte cronache fecero riferimento, pur a dichiarazioni del magistrato coperte da segreto, a questo connubio tra navi cariche di rifiuti tossici o di scorie nucleari inabissate ed omicidio Alpi-Hrovatin. Per quel che riguarda, invece, l’imbarcazione che sarebbe stata affondata dalla ‘ndrangheta al largo di Metaponto, a domanda del commissario Gerardo D’Ambrosio, Bruno disse che gli risultava “che nessuna ricerca era in corso ma che egli aveva segnalato la notizia alla Distrettuale antimafia di Catanzaro, suo riferimento”.

Lo stesso magistrato disse anche che non ricordava il nome della nave che sarebbe stata affondata davati allo Jonio di Basilicata ma che “nella delega che abbiamo mandato alle Capitanerie di porto abbiamo chesto se effettivamente risultano scomparse dalla circolazione tre navi (tra cui quella di Metaponto, ndr) e ne abbiamo indicato i nomi”. Ed alla domanda del commissario Pietro Franzoso, «Che lei sappia a Metaponto hanno fatto approfondimenti? Stanno facendo indagini? Perche è inquietante...» , Bruno rispose: «Ero in collegamento con un collega della Dda di Potenza a proposito del ciclo dei rifiuti. Egli mi accennò ad inchieste in Basilicata su discariche abusive ma non parlammo mai di navi».

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