Del delitto è accusato un uomo di 38 anni, Danilo Restivo, detenuto nel Regno Unito perchè sospettato dell’omicidio di una sarta inglese. Gli accertamenti sull'abitale talare che fu di don Mimì sono svolti dalla ricercatrice Eva Sacchi, perito incaricato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno Attilio Franco Orio, e sono stati disposti dopo la diffusione da parte della trasmissione 'Chi l’ha visto?' di una fotografia del sacerdote il quale indossava una tonaca apparentemente mancante di un bottone. Tale circostanza, solo in via ipotetica, è stata collegata al ritrovamento di un bottone rosso nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, vicino al cadavere di Elisa Claps.
Il perito – che sta anche svolgendo una consulenza merceologica su quel bottone – dovrà verificare la presenza di tutti i bottoni sull'abito talare, quelli eventualmente mancanti e quelli eventualmente sostituiti, per cui l’accertamento riguarderà anche il filo con il quale sono stati cuciti all’abito. Dovrà, infine, verificare la compatibilità tra i bottoni dell’abito talare e quello ritrovato vicino al cadavere.
L’abito talare – di colore nero, con profili, bottoni ed asole rossi – era stato indossato da don Mimì per la prima volta nel 1997, dopo la nomina a cappellano del Papa. È stato acquisito dalla polizia, per ordine della magistratura di Salerno, il 10 luglio scorso nella Chiesa della Trinità, da circa sei mesi chiusa al culto perchè sequestrata dal'autorità giudiziaria: sulla tonaca, a una sommaria ispezione – secondo quanto si è appreso – non sarebbero risultati bottoni mancanti.
















