In città

Lecce, il maxi parcheggio dell’ex Foro Boario? Ora non sarà più interrato

Gaetano Gorgoni

Contrordine dalla Giunta: la struttura sorgerà su tre piani. Prevista la realizzazione di 770 posti auto e 100 posti per le bici

Le indiscrezioni della vigilia trovano piena conferma: il maxi parcheggio dell’ex Foro Boario non sarà più sotterraneo ma sorgerà fuori terra, su tre piani, con una struttura sopraelevata che diventa il fulcro del nuovo hub dell’intermodalità. La giunta guidata da Adriana Poli Bortone ha deliberato venerdì l’aggiornamento del Documento di indirizzo alla progettazione, segnando un cambio di rotta netto rispetto all’impostazione della precedente amministrazione.

La scelta nasce da una comparazione tecnica ed economica tra tre ipotesi progettuali: parcheggio interrato su tre livelli, su due livelli e soluzione fuori terra. I numeri, messi nero su bianco nella delibera, non lasciano spazio a interpretazioni. La soluzione sotterranea più completa avrebbe portato il costo dei lavori a oltre 31 milioni di euro, con un aumento di circa 8,5 milioni rispetto al tetto previsto. Anche l’ipotesi ridotta a due livelli interrati sarebbe rimasta fuori scala, superando comunque il quadro economico di riferimento.

Alla base della bocciatura del progetto ipogeo non c’è solo una questione di conti. Il documento evidenzia criticità strutturali legate alle condizioni geologiche dell’area: scavare fino a oltre 12 metri di profondità avrebbe significato intervenire in roccia, con circa 80mila metri cubi di materiale da movimentare. Un’operazione complessa, costosa e ad alto impatto ambientale, che avrebbe comportato traffico pesante continuo, polveri e disagi in una zona già fortemente urbanizzata.

Da qui la svolta: la nuova configurazione prevede un parcheggio multipiano sopraelevato, integrato con l’autostazione e i servizi a quota di campagna. Il risultato è un progetto più sostenibile e compatibile con le risorse disponibili. Il costo dei lavori scende a circa 21,5 milioni di euro, quindi al di sotto del limite fissato, con un risparmio significativo e una riduzione drastica degli scavi, pari a circa il 90% in meno rispetto alla soluzione interrata.

Ma non è solo una questione economica. La delibera sottolinea come il parcheggio fuori terra garantisca tempi di realizzazione più rapidi e una maggiore certezza nella gestione del cantiere, riducendo i rischi legati al sottosuolo e agli imprevisti tecnici. Meno complessità esecutiva, meno interferenze con sottoservizi e falde, minori vibrazioni e impatti sugli edifici circostanti. Il nuovo hub sarà pensato come uno spazio aperto e integrato con la città. Il parcheggio, organizzato in forma di edificio a corte, offrirà circa 770 posti auto, mentre al centro si svilupperanno gli spazi pubblici: aree verdi, percorsi pedonali, zone di sosta e servizi. Sono previsti un terminal con sala d’attesa e biglietteria, una velostazione da circa 100 posti bici, servizi igienici, uffici, una caffetteria, un’area ristoro e un infopoint per i viaggiatori.

La progettazione tiene conto anche della presenza delle mura urbiche e punta a valorizzare l’ingresso della città trasformandolo in un luogo riconoscibile e funzionale. Non più solo un parcheggio, ma un nodo strategico per l’interscambio tra mobilità urbana ed extraurbana, con autobus, auto e biciclette integrati in un unico sistema. Sul fronte gestionale, l’intera struttura sarà affidata a Sgm, la partecipata del Comune che si occuperà del parcheggio intermodale e dei servizi collegati. Una scelta che rafforza il ruolo pubblico nella gestione della mobilità cittadina.

La decisione della giunta rappresenta quindi un passaggio chiave per uno degli interventi più attesi e finanziati con 29 milioni di euro nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo Lecce-Brindisi-Costa Adriatica. L’obiettivo resta invariato: creare un’infrastruttura moderna e sostenibile. Cambia però il modo di arrivarci, con una soluzione meno invasiva, più economica e, nelle intenzioni dell’amministrazione, più coerente con il contesto urbano.

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