Martedì 13 Novembre 2018 | 19:21

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Basilicata - Tangenti Eni, si allarga l'inchiesta

Dopo i cinque arresti di ieri altri risultano indagati: sindaco e vicesindaco di Calvello, l'ex sindaco di Montemurro e il responsabile dell'ufficio tecnico comunale, un geometra dell'Unmig di Napoli, un tecnico in servizio al Comando di Potenza dei Vigili del fuoco, un dirigente e un dipendente dell'Eni
POTENZA - Un sindaco e un vicesindaco in carica, un ex sindaco, un tecnico comunale, un funzionario dell'Ufficio minerario di Napoli, un altro funzionario del comando di Potenza dei Vigili del fuoco, un altro dirigente e un altro dipendente dell'Eni sono indagati nell' inchiesta del pm di Potenza, Henry John Woodcock, che ieri ha portato agli arresti domiciliari cinque persone accusate di concorso in corruzione aggravata e continuata.
Lo si è appreso stamani, a Potenza, dove sono cominciati gli interrogatori delle persone arrestate ieri: il comandante provinciale di Potenza dei Vigili del fuoco, Antonio Barone; due dirigenti e una dipendente dell' Eni, Luigino Lusuriello, Carlo Russo e Roberta Angelini; e Roberto Sini, direttore tecnici della Italfluid-Geoenergy, società collegata all'Eni, impegnata in Val d'Agri nelle estrazioni di petrolio.
Le altre persone indagate sono il sindaco e il vicesindaco di Calvello (Potenza), Rocco Coronato e Francesco Giovanni Alberti, l'ex sindaco di Montemurro, Giuseppe De Bellis, e il responsabile dell' ufficio tecnico comunale, Roberto Schettini; Aniello Iaccarino, geometra dell'Unmig di Napoli; Antonio Campanella, tecnico in servizio al Comando di Potenza dei Vigili del fuoco; Enrico Cingolani e Roberto Carchesio, dirigente e dipendente dell'Eni.
I reati ipotizzati nei loro confronti dal pubblico ministero sono concorso in concussione (a carico di Coronato e Alberti), falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale (per Iaccarino e Campanella), abuso d'ufficio (per Schettini e De Bellis), corruzione (per Carchesio, Schettini e De Bellis), associazione per delinquere finalizzata a commettere più reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica (nei confronti di Cingolani, Carchesio e di Lusuriello, Russo e Angelini, arrestati ieri).
Ma dalle indagini e dalle intercettazioni telefoniche e ambientali emergono riferimenti a numerosi amministratori e uomini politici, fra i quali però per il momento non vi sono persone indagate.
I reati contestati alle persone indagate fanno tutti riferimento ad attività per agevolare l'Eni e l'avvio dell' estrazione di petrolio nella zona di «Cerro Falcone», in Val d'Agri, dove i pozzi erano in ritardo. E' questa la parte dell'inchiesta nella quale il pubblico ministero ha raccolto anche altri elementi. In almeno due intercettazioni (nella seconda in modo più esplicito) si parla dell' assunzione di una persona, da fare per non creare un «contrasto» (è il termine usato dai due dirigenti dell'Eni) con un amministratore regionale. Quest'ultimo - che non è indagato - avrebbe avuto «da un vescovo la segnalazione» della persona da assumere (sempre secondo quanto si dicono i due dirigenti dell' Eni).
E' prevalentemente l'assunzione di persone la «merce preziosa» (come annota il pm), la «merce di scambio» (come la definisce uno dei dirigenti dell'Eni agli arresti domiciliari da ieri) nei rapporti con gli amministratori locali. Oppure «la fornitura di servizi»: l'Eni si fa carico di riparare una strada anche se non sono stati i suoi mezzi a danneggiarla, fa sistemare il piazzale antistante una scuola, in modo da «rendersi vicina alla pubblica amministrazione della quale - scrive Woodcock - ha bisogno per i noti motivi».
Ad esempio, «piccoli lavori di manutenzione» che torneranno utili ad un assessore provinciale di Potenza che così, prima delle elezioni - dice un dirigente dell' Eni - potrà «far vedere che ha fatto qualcosa». Per un'altra iniziativa culturale della Provincia di Potenza, due dirigenti dell'Eni parlano della necessità di sostenerla, magari anche con una piccola somma (uno dei due dice «bruscolini»), purché il sostegno non manchi ad un uomo politico che è «uno molto in crescita». Per un altro comune, l'Eni dovrebbe sostenere una manifestazione musicale, ma le procedure partono in ritardo, il concerto è già avvenuto e quindi si decide di dirottare il finanziamento su un'altra manifestazione. Secondo il pm, le somme di denaro «servono più come contentino al sindaco che per un effettivo ritorno di immagine».

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