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In Puglia e Basilicata

La Corte dei Conti boccia la 6a Provincia Arriva il commissario?

La Corte dei Conti boccia la 6a Provincia Arriva il commissario?
La Corte dei conti boccia la Bat. La sezione di controllo ha accertato gravi irregolarità economico finanziarie del nuovo ente «accusato» di non aver approvato il bilancio di previsione del 2009. Il provvedimento rischia di innescare le procedure di legge che potrebbero culminare con lo scioglimento. Ipotesi remota, per ora. Pronta la replica: procedure regolari, il nuovo bilancio era previsto solo dal 2010. E sui trasferimenti del personale, sì del Tar ai criteri.

12 Gennaio 2010

di Nicola Pepe

Ha pochi mesi di vita e già si ritrova una «sentenza» di irregolarità della Corte dei Conti. Sulla neonata provincia di Barletta-Andria-Trani si abbatte la scure di una delibera della sezione regionale di controllo della magistratura contabile: con un provvedimento notificato alcuni giorni fa alla provincia Bat, nonchè alle vecchie «province madri» di Bari e Foggia, la sezione (presidente Vittorio Lomazzi, relatore Michele Grasso) ha sancito l’irregolarità contabile della Sesta provincia pugliese.

Per la Corte dei conti, insomma, il nuovo ente sarebbe accusato di non aver approvato il bilancio di previsione del 2009, documento contabile che - per i giudici - andava adottato. Tale inadempimento comporta «grave irregolarità - scrive la sezione di controllo - di ordine contabile finanziario».

Cosa accade adesso? La parola passa ai rispettivi consigli provinciali (di Bari, Bat e Foggia) visto che per legge la Corte dei conti in questo caso non ha poteri di irrogare sanzioni o adottare altri atti. Le sanzioni, al massimo, sono quelle previste dal Tuel che riguardano i regolamenti di contabilità degli enti locali. Inutile dire che, in casi come questi, il codice delle autonomia prevede lo scioglimento del consiglio, sia pure al termine di una procedura codificata (diffida e nomina di commissario in caso di mancata approvazione del documento).

Ma quello della Bat è un caso anomalo perchè il nuovo ente è nato l’anno scorso, più precisamente dopo le elezioni di giugno. Il consiglio si è insediato a luglio, quindi in un periodo successivo a quello previsto dalla norma per l’adozione del bilancio di rpevisione (e cioè il 30 maggio). Ma c’è di più: pur volendo rispettare tale termine, in assenza di trasferimenti statali e di capitoli di spesa (fino al 31 dicembre la Bat è stata «foraggiata» dai bilanci di Bari e Foggia), il nuovo ente non aveva obblighi di natura contabile. A monte di tutto, probabilmente, c’è la poca chiarezza della norma costitutiva della Bat (la legge 148/2004), così come accaduto per l’assegnazione del personale.

La Corte dei conti, invece, l’ha pensata diversamente: per i giudici contabili, in pratica, il bilancio andava comunque adottato sia pure per il periodo compreso «dalla data di insediamento degli organi elettivi sino al termine dell’anno solare». Circostanza opposta dai rappresentanti della provincia Bat (il presidente Francesco Ventola e l’assessore al bilancio, Dario Damiani). La vicenda, indubbiamente, susciterà nuove polemiche politiche in attesa dei provvedimenti dei rispettivi consigli provinciali o del prefetto.

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